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Cittadella-L'auditorium

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L'Università e i grandi centri di ricerca esclusi dal CdA di Cittadella

BRINDISI – Un “non voto” dei rappresentanti della Provincia, insieme alla decisione tutta presidenziale di dichiarare il pacchetto di voti ancora in capo al Pastis (5 per cento) pari a zero, ha escluso dal consiglio di amministrazione di Cittadella della Ricerca non solo i grandi enti di ricerca presenti nel complesso, ma anche l’Università del Salento che vi opera con due facoltà. Si è risolta così l’assemblea di una decina di giorni fa per il completamento del consiglio di amministrazione, composto da tre membri dopo le modifiche statutarie apportate dal consiglio provinciale su proposta della giunta, ma da diversi mesi operante solo con due malgrado Cittadella della Ricerca abbia forma di società consortile per azioni.

BRINDISI - Un "non voto" dei rappresentanti della Provincia, insieme alla decisione tutta presidenziale di dichiarare il pacchetto di voti ancora in capo al Pastis (5 per cento) pari a zero, ha escluso dal consiglio di amministrazione di Cittadella della Ricerca non solo i grandi enti di ricerca presenti nel complesso, ma anche l'Università del Salento che vi opera con due facoltà. Si è risolta così l'assemblea di una decina di giorni fa per il completamento del consiglio di amministrazione, composto da tre membri dopo le modifiche statutarie apportate dal consiglio provinciale su proposta della giunta, ma da diversi mesi operante solo con due malgrado Cittadella della Ricerca abbia forma di società consortile per azioni.

Non è escluso, che dopo l'assemblea, uno o più membri della stessa possano optare per un ricorso. Ma bisognerà attendere un verbale che pare non sia ancora disponibile. Dei fatti si hanno intanto notizie per forza di cose sommarie, e non si riesce a capire se la politica sia assente da tutto ciò che avviene e si dice attorno alla Cittadella della Ricerca, o se al contrario vi sia coinvolta sin troppo. Ma le vicende in oggetto sono davvero importanti per gli assetti della struttura che deve promuovere nel territorio la diffusione della cultura e dei prodotti dell'innovazione, e nel contempo promuovere nuovi insediamenti di laboratori e dare spazio e sostegno alle attività di alta formazione (alle due facoltà di Scienze sociali, politiche e del territorio e di Ingegneria industriale con specialistica in aerospaziale, sono iscritti circa 1500 studenti).

Qualche tempo fa BrindisiReport.it si occupò di una proposta di Enea, attraverso Cetma, di candidare a terzo membro del consiglio di amministrazione l'ex direttore del suo centro della Casaccia, Pasquale Giampietro, seguendo una filiera di spoil-system riconducibile all'ex ministro Scajola. Mentre l'Università del Salento era pronta a sostenere la candidatura del professore Paolo Cavaliere. Ma Antonio Andreucci, il nuovo presidente di Cittadella molto legato al presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, insediatosi al posto del professore Vitantonio Gioia, ha lasciato al palo entrambe queste ipotesi. Il terzo membro eletto del consiglio di amministrazione è infatti Fulvio Faggiano, legale rappresentante di Probios, eletto con i voti dei "piccoli soci". Gli altri due sono espressione della Provincia (socio di maggioranza): lo stesso Andreucci e Alessandro Gianicolo.

Ma questo risultato, premettendo che Cetma era assente all'assemblea, secondo alcuni, è stato propiziato dal fatto che Andreucci ha dichiarato che i voti del Pastis erano da considerare cancellati, malgrado un parere esattamente contrario del collegio dei sindaci. Inoltre sia Andreucci che Gianicolo non hanno partecipato al voto. Priva dei voti del Pastis, la candidatura dell'Università con Paolo Cavaliere è stata soccombente. Per le stesse fonti, la decisione del presidente di Cittadella e del consiglio di amministrazione potrebbe risultare illegittima, dato che solitamente la procedura prevede prima la presa d'atto del voto e poi l'eventuale impugnazione, e ciò varrebbe proprio per il caso dell'esclusione determinante dei voti del Pastis. Mentre Andreucci si sarebbe auto-costituito come potere giudicante.

Sin qui le critiche e le valutazioni. Dopo il deposito dei verbali si vedrà se c'è anche una volontà di contestare formalmente tutto ciò che è avvenuto in assemblea dieci giorni fa.

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