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Crisi sanità, Fdi: “La Regione non si nasconda dietro la carenza di medici”

Nota dei consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia sull’emergenza della sanità in provincia di Brindisi

Il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia della Provincia di Brindisi esprime forte malcontento per la gestione dell’emergenza sanitaria in provincia di Brindisi da parte della Regione Puglia. Lo fa attraverso una nota a firma dei consiglieri Luciano Cavaliere, Anna Ferreri e Cataldo Rodio. 

“Nonostante le nostre continue sollecitazioni per incontrare l’assessore Palese ed il commissario Gorgoni, in seno al consiglio provinciale – affermano - nulla al momento è stato fatto. D’altro canto, dagli uffici regionali, si continua ad affrontare la ‘crisi brindisina’ nascondendosi dietro ad una generalizzata e nazionale carenza di medici”. 

Grave carenza di medici: nuove disposizioni per Neonatologia e Ostetricia

“Assistiamo ripetutamente e alle ‘fumose sparate’ dell’assessore Palese  - si legge ancora nella nota - circoscritte alle esigenze giornaliere, senza una reale è vera programmazione per trovare soluzioni a lungo termine. Al problema dei nosocomi brindisini si aggiunge da qualche tempo il problema dei medici di base, fin troppo sottovalutato”. 

“In questi mesi – rimarcano i consiglieri provinciali di Fdi - abbiamo assistito a situazioni paradossali come nei casi di San Vito, Torre Santa Susanna ed Oria, dove medici in procinto di pensionamento, capendo la grave situazione di assenza di sostituti, hanno rivolto agli uffici regionali la propria disponibilità a rimanere in servizio per qualche altro mese pur di non gravare sull’eccezionalità della crisi sanitaria”. 

“Di tutta risposta, la Regione, con un senso quasi di masochismo- ribadiscono Cavaliere, Ferreri e Rodio - ha tenuto a comunicare agli stessi il pronto pensionamento creando disservizi su disservizi. Eppure sarebbe bastato accogliere le richieste avanzate o programmare l’inserimento di specializzandi”. 

“Da anni – concludono - la sanità pugliese è gestita in modo del tutto approssimato, alcuna programmazione seria, neanche sulle cose più basilari, si vive alla giornata mettendo a serio rischio il diritto costituzionale della tutela della salute giustificandosi semplicemente con un  ‘è così in tutta Italia’… forse varrà la pena iniziare a pensare di commissariare la sanità pugliese?”.
 

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