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Vitali, confronto Pdl-Assostampa

ROMA - “Il recente caso del parlamentare brindisino del Pdl Luigi Vitali, finito in pasto alle cronache per una indagine sul suo conto di cui non sapeva nulla, per la quale lo stesso pm ha chiesto l’archiviazione e per una vicenda alla quale è certamente estraneo, ripropone il drammatico tema della divulgazione di atti il cui contenuto non può essere divulgato ma che finiscono regolarmente sui giornali avviando quella becera macchina del fango per fini scandalistici o politico elettorali, in violazione alle leggi vigenti”.

ROMA - "Il recente caso del parlamentare brindisino del Pdl Luigi Vitali, finito in pasto alle cronache per una indagine sul suo conto di cui non sapeva nulla, per la quale lo stesso pm ha chiesto l'archiviazione e per una vicenda alla quale è certamente estraneo, ripropone il drammatico tema della divulgazione di atti il cui contenuto non può essere divulgato ma che finiscono regolarmente sui giornali avviando quella becera macchina del fango per fini scandalistici o politico elettorali, in violazione alle leggi vigenti".

Lo sostengono in una interpellanza al ministro della Giustizia 35 parlamentari del Pdl, tra cui i pugliesi Distaso, Di Cagno Abbrescia, Fucci, Lazzari, Lisi, Savino."La questione riguarda presunti contatti tra l'on. Vitali e un imprenditore arrestato, secondo il quale l'on. Vitali gli avrebbe chiesto assunzioni in cambio dell'interessamento per la costruzione di un carcere. La vicenda - scrivono i deputati - presenta numerosi aspetti a dir poco singolari: l'on. Vitali apprende dalla stampa non solo dell'esistenza di un'indagine sul suo conto, ma anche della richiesta di archiviazione del pm".
"Ancor più singolare è la motivazione su cui, sempre secondo la stampa, si fonderebbe questa richiesta di archiviazione: in atti che al momento - prosegue l'interrogazione - sembrano essere in possesso solo della stampa, il pm motiverebbe la richiesta di archiviazione non con la insussistenza dei fatti, ma con la impossibilità di verificarli in assenza di intercettazioni telefoniche e con la motivazione che, trattandosi di un parlamentare, per procedere alle intercettazioni si dovrebbe richiedere l'autorizzazione alla Camera, il che vanificherebbe l'attività investigativa perché il soggetto monitorato verrebbe a conoscenza del fatto di essere monitorato".
"Il messaggio che emerge - scrivono i deputati Pdl nella interpellanza al ministro della Giustizia - è che piuttosto che arrivare alla verità dei fatti, non è conveniente intercettare i Deputati se bisogna chiedere l'autorizzazione. Ma la scelta di non chiederla ha lasciato ombre e sospetti inaccettabili sulla condotta dell'On. Vitali, con gravissimi danni alla sua immagine e alla sua reputazione".
I deputati quindi chiedono al ministro "se può spiegare come sia possibile che terzi, estranei all'indagine come i giornalisti possano ottenere senza averne diritto copia di atti il cui contenuto non può essere divulgato; cosa intenda fare il Ministro per combattere questa diffusa e illegittima prassi, come possono difendersi i cittadini comuni da simili comportamenti che segnano la vita e la reputazione di persone che, ormai al netto dell'esito dell'indagine, vengono cannibalizzate dall'opinione pubblica fomentata dalla stampa; cosa pensi il Ministro della rinuncia del Magistrato ad accertare la verità su cui indagava con la motivazione che chiedere l'autorizzazione al Parlamento equivale ad avvertire gli interessati delle indagini in corso, quindi a vanificarle".
All'interrogazione risponde l'Assostampa di Puglia: "L'Associazione della Stampa di Puglia esprime solidarieta' ai giornalisti del Nuovo Quotidiano di Puglia, ingiustamente additati in un'interrogazione presentata da alcuni parlamentari del Pdl come gli autori di un violenta campagna di stampa contro l'onorevole Luigi Vitali. L'unica colpa dei giornalisti di Quotidiano e' di aver fatto il loro dovere, ossia - afferma l'Assostampa - dar conto delle indagini in cui e' stato coinvolto l'onorevole Vitali, offrendo all'interessato la possibilita' di fornire la propria versione dei fatti".
"La posizione dei firmatari dell'interrogazione e' altresi' inaccettabile nella parte in cui accusano la stampa di fomentare l'opinione pubblica con la pubblicazione di atti relativi ad indagini giudiziarie. Compito dei giornalisti e' di dare le notizie nell'interesse esclusivo dei cittadini, che hanno diritto ad essere sempre informati. Eventuali eccessi nell'esercizio del diritto di cronaca possono essere contestati nelle sedi competenti, ma non possono mai diventare il pretesto per tentativi sempre più frequenti di imbavagliare l'informazione".L'Associazione della Stampa di Puglia esprime solidarieta' ai giornalisti del Nuovo Quotidiano di Puglia, ingiustamente additati in un'interrogazione presentata da alcuni parlamentari del Pdl come gli autori di un violenta campagna di stampa contro l'onorevole Luigi Vitali. L'unica colpa dei giornalisti di Quotidiano e' di aver fatto il loro dovere, ossia dar conto delle indagini in cui e' stato coinvolto l'onorevole Vitali, offrendo all'interessato la possibilita' di fornire la propria versione dei fatti. La posizione dei firmatari dell'interrogazione e' altresi' inaccettabile nella parte in cui accusano la stampa di fomentare l'opinione pubblica con la pubblicazione di atti relativi ad indagini giudiziarie. Compito dei giornalisti e' di dare le notizie nell'interesse esclusivo dei cittadini, che hanno diritto ad essere sempre informati. Eventuali eccessi nell'esercizio del diritto di cronaca possono essere contestati nelle sedi competenti, ma non possono mai diventare il pretesto per tentativi sempre più frequenti di imbavagliare l'informazione.

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