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Graffito in via Luca Antonio Resta, Mesagne

Graffito in via Luca Antonio Resta, Mesagne

Mesagne, un tuffo nel blu: quando l’asfalto si fa tela

L’artista brindisino Steven Parpanesi dipinge una via del centro storico, pensando alla sorella Kimberly

MESAGNE- Dimenticate tele, cornici e cavalletti: è arrivato alle nove di questa mattina, 6 luglio, in via Luca Antonio Resta, e con un rullo inzuppato nella vernice azzurra ha coperto un antipatico strato di bitume gettato sulla strada per salvare l’estate mesagnese, ha chiarito a più riprese il sindaco Toni Matarrelli.

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Steven Parpanesi, brindisino d’origine, ma mesagnese d’adozione, ha accettato l’invito del primo cittadino a rivoluzionare temporaneamente un vicolo in cui non sono stati completati i lavori di ribasolatura dovuti al rifacimento della rete aqp, che interessa il centro storico di Mesagne dal novembre 2018.

Il vicolo Luca Antonio Resta è stato trasformato in mezza giornata in una tela a cielo aperto, anzi, in un mare aperto in cui i residenti passeggiano tra gli abitanti marini. Anche se c’è chi, per non sporcare il graffito blu, preferisce addossarsi alla parete delle abitazioni saltando quando l’opera tocca il muro. Oggi è solo il primo giorno e già la via è diventata attrazione per grandi e piccoli: chi scatta le foto mentre simula un tuffo, chi ne fa qualcuno intento a “nuotare”.

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La dolcezza di Steven Parpanesi, poi, permette di avvicinare alcuni bambini a cui chiede quale animale marino vorrebbero vedere illustrato e dove. Allora l’artista segna con la bomboletta di vernice il punto indicato dall’indice del piccolo e inizia a disegnare una stella marina. Più in là, la coda di un delfino. “Lo riempirò tutto questo mare, dice mentre i mesagnesi che passano sono affascinati, si meravigliano e fanno i complimenti per l’opera originale che mai era stata compiuta a Mesagne. “Per coprire tutto d’azzurro ho impiegato quattro secchi da 15 litri l’uno di vernice. E poi le bombolette per disegnare. Ma non chiedermi quante perché ho perso il conto e non so quante ce ne sono ancora in macchina”.

Ma come mai l’idea di dipingere il mare e usare tanti colori? “A mia sorella Kimberly piacevano i colori, penso a lei mentre dipingo. Kimberly è il mio angelo, il mio unico angelo perché io sono ateo”. La sorella di Steven è volata in cielo troppo giovane e nel graffito c’è tanto di lei. “Quando lo finirò le scriverò una dedica. Non ho mai realizzato un disegno così grande: 70 metri. E non ne farò mai più. Questo resterà unico ed è per la mia Kimberly”.

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Ma l’opera di Steven è solo all’inizio: impiegherà altri quattro giorni per terminarla. Arriverà tutte le mattine intorno alle nove, farà una breve pausa pranzo e proseguirà fino alle 18 circa del pomeriggio. Siete curiosi di vedere cosa la bomboletta di vernice disegnerà domani? Fateci un salto, e magari indicategli dove vi piacerebbe vedere il vostro abitante preferito marino. Un’opera così nel cuore messapico non si era mai vista e c’è già chi dice che è un peccato che sia solo temporanea.

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