Il suicidio del cronista precario: “Un dramma su cui riflettere”, commenta Assostampa

CEGLIE MESSAPICA – Rabbia e sconcerto, per la prematura scomparsa di Pier Paolo Faggiano, giornalista pubblicista e corrispondente da Ceglie Messapica de La Gazzetta del Mezzogiorno, suicidatosi ieri sera, impiccandosi a un albero nel giardino della sua abitazione, in cui viveva con la madre e un fratello.

Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA – Rabbia e sconcerto, per la prematura scomparsa di Pier Paolo Faggiano, giornalista pubblicista e corrispondente da Ceglie Messapica de La Gazzetta del Mezzogiorno, suicidatosi ieri sera, impiccandosi a un albero nel giardino della sua abitazione, in cui viveva con la madre e un fratello.

È stato quest'ultimo a scoprire la tragedia, quando assieme alla madre è rientrato dopo che avevano partecipato a un matrimonio. Faggiano, a quanto si è appreso, avrebbe lasciato una lettera in cui spiegherebbe le motivazioni del gesto legate a una delusione sentimentale e alle precarie condizioni lavorative. Al dolore della comunità locale, si aggiunge quello del sindacato dei giornalisti.

L'Associazione della Stampa di Puglia, tramite il suo presidente Raffaele Lorusso, ha espresso “cordoglio e sconcerto” per la tragica scomparsa del cronista che si è abbandonato ad un gesto estremo, dettato dal profondo disagio esistenziale legato anche alla sua condizione di precarietà lavorativa. “La sua morte – spiega Lorusso - deve imporre a tutti, specialmente a chi detiene responsabilità di governo a tutti i livelli, una profonda riflessione sul dramma di migliaia di persone, giovani e meno giovani che, non soltanto nel giornalismo, vivono ogni giorno sulla propria pelle il dramma di un'occupazione precaria e senza alcuna prospettiva di stabilizzazione. Una condizione - continua Lorusso - che impedisce a chiunque di guardare al futuro con fiducia e di realizzare progetti di vita”. Nell'esprimere la propria vicinanza ai familiari, il sindacato dei giornalisti pugliesi rinnova il proprio impegno “a combattere in tutte le sedi ogni forma di sfruttamento del lavoro dei colleghi”.

Anche il presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, ha espresso in una nota il cordoglio dell'assemblea alla famiglia del giornalista cegliese: “Con profonda pena personale esprimo il cordoglio dell'assemblea alla famiglia del giornalista di Ceglie Messapica suicida per la mancanza di prospettive occupazionali. Di precariato - aggiunge - si vive male, anzi si può anche morire. Merita rispetto rileva Introna - la tenacia delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi che resistono in Puglia e non vogliono incamminarsi nei viaggi verso il Nord e l'estero alla ricerca di lavoro. Merita però anche risposte. E’ indispensabile - conclude Introna - che le istituzioni si facciano carico nel loro complesso di interventi che possano determinare condizioni di occupazione certa e dignitosa per i giovani, all'altezza dell'impegno che la società ha chiesto loro per qualificarsi e laurearsi”.

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