Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Oro olimpico, la gioia del papà: "Ero convinto che potesse farcela"

L'emozione di Leo Dell'Aquila, poche ore dopo il trionfo del figlio a Tokyo 2020: "E' un ragazzo senza grilli per la testa, ha sempre lavorato duramente". Il 28 luglio il rientro a Mesagne

La famiglia Dell'Aquila (da sinistra, Cosimo, Pasana, Vito, Leo)

MESAGNE – Leo era convinto che il suo Vito ce la potesse fare. “Era deciso – spiega – e quando Vito decide di fare una cosa, la fa come si deve”. Il papà del primo atleta azzurro a vincere una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 è subissato di telefonate e richieste di intervista. L’adrenalina per il successo storico conquistato dal figlio è ancora in circolo. Non è semplice trovare le parole per descrivere un’emozione senza precedenti condivisa con la moglie Pasana e il figlio 18enne Cosimo, anch’egli atleta di taekwondo, due anni più piccolo di Vito.

vito dell'aquila, oro-2

La famiglia dell’Aquila ha seguito la finale contro il tunisino Mohamed Jendoubi là dove tutto è iniziato, nella palestra della “New Marzial” diretta dal maestro Roberto Baglivo: la stessa palestra in cui è cresciuto anche Carlo Molfetta, oro olimpico a Londra 2012. “Vito iniziato a fare taekwondo – racconta Leo a BrindisiReport – all’età di 8 anni”. Fin dalle prime apparizioni sul tatami si è capito che Vito di talento ne avesse da vendere. Ma il talento da solo non basta, se non è accompagnato da spirito di sacrificio, tenacia e determinazione. Si tratta di qualità di cui il fenomeno mesagnese dispone in abbondanza. “Vito – racconta il padre – lavora duro. E’ un ragazzo senza grilli per la testa, un po’ pignolo. Quando si mette in testa di dover fare qualcosa, la porta immancabilmente a termine”.

Intorno alle ore 15 di oggi (ore 22 di Tokyo) se n’è avuta la dimostrazione. Vito ha tenuto duro contro un avversario temibile, imponendosi nelle battute finali di una contesa sempre sul filo dell’equilibrio. Voleva portare a casa il metallo più prezioso, con un obiettivo previso. “Ha voluto fortemente questa medaglia – afferma emozionato il padre – per dedicarla al nonno Vito (papà di Leo, venuto a mancare circa un mese fa, ndr), che lo ha sempre seguito nella sua attività. Ero convinto che ce la potesse fare. L’ho capito dallo spirito con cui è partito per Tokyo”. E adesso si attende il rientro del campione, previsto, salvo cambi di programma, per mercoledì 28 luglio. “Faremo sicuramente una festa – conclude il padre – compatibilmente con il rispetto delle norme anti Covid”.

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