Truffa carosello, e concorrenti addio

FRANCAVILLA FONTANA – Tre imprenditori nei guai per una evasione fiscale da 3 milioni di euro, attraverso la tecnica che in gergo, i militari della Guardia di finanza, definiscono “frodi carosello”. Il raggiro viaggia attraverso un vero e proprio “carosello” di fatture emesse in triangolazione tra tre società. La prima è quella che fabbrica un prodotto, la seconda quella che acquista la merce, la terza quella che si interpone tra le due e funge da “cartiera” (una società che produce false fatture, ndr) acquistando in maniera fittizia la merce dal produttore in regime di esenzione dell’imposta sul valore aggiunto, dichiarando con una autocertificazione di vendere all'estero il prodotto acquistato.

Guardia di Finanza

FRANCAVILLA FONTANA – Tre imprenditori nei guai per una evasione fiscale da 3 milioni di euro, attraverso la tecnica che in gergo, i militari della Guardia di finanza, definiscono “frodi carosello”. Il raggiro viaggia attraverso un vero e proprio “carosello” di fatture emesse in triangolazione tra tre società. La prima è quella che fabbrica un prodotto, la seconda quella che acquista la merce, la terza quella che si interpone tra le due e funge da “cartiera” (una società che produce false fatture, ndr) acquistando in maniera fittizia la merce dal produttore in regime di esenzione dell’imposta sul valore aggiunto, dichiarando con una autocertificazione di vendere all'estero il prodotto acquistato.

Al termine dell’attività ispettiva, i finanzieri hanno individuato un’impresa operante nel settore del commercio di articoli per la casa e per la persona, che per gli anni dal 2008 al 2010 ha utilizzato fatture per operazioni inesistenti per oltre 3 milioni di euro. In particolare, i militari hanno accertato che l’impresa, con la complicità di due imprenditori brindisini, ha utilizzato fatture per operazioni inesistenti per oltre 3 milioni di euro ed evaso l’Iva per oltre 600 mila euro. Il titolare dell’impresa ed altri due imprenditori “compiacenti” sono stati denunziati all’autorità giudiziaria.

Si tratta di due imprenditori di Francavilla Fontana e di uno di Ostuni, la ditta riconducibile a quest’ultimo ha cessato la sua attività nel 2009, l’anno in cui le false fatturazioni hanno raggiunto l’apice per circa 2,5 milioni di euro. L’azienda produttrice è una società di livello nazionale, quella che commercializzava il prodotto ha due negozi (uno Francavilla Fontana, l’altro a Grottaglie).

“Una vera e propria interposizione cartolare – spiega il capitano Antonio Triggiani, comandante della compagnia di Francavilla Fontana. L’azienda intermedia (la cosiddetta cartiera) acquista senza Iva dal produttore e non la versa neanche la ditta finale che abbatte due volte l'imposta sul valore aggiunto (la prima non la paga e la seconda va a credito). Questo permette ad un prodotto di essere venduto abbattendo i costi generando quei fenomeni di concorrenza sleale, che in molti casi sfociano in offerte promozionali che mandano a gambe all’aria i concorrenti”.

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