Le “mennuli rizzi” di Francavilla, ricetta dell’amore

Dolci, candide e prelibate: naturali e genuini ingredienti per soddisfare il palato dell’amato/a

Le “mennuli rizzi”, o mandorle ricce, o riccio dell’amore sono dei teneri e dolci confetti simbolo dell’amore, che affondano le radici nell’antica tradizione della città di Francavilla Fontana, unica al mondo che vanta questa prelibatezza. E che, pensate, nel 1912 alla fiera dei sapori di Parigi conquistò la medaglia d’oro.

La tradizione

I confetti ricci (o mennuli rizzi) sono una specialità tipica del Carnevale o della Festa della Madonna della Fontana (che ricorre il 14 settembre), ma si usa anche regalarle nel giorno di San Valentino tra gli innamorati.

Nei due giovedì che precedono il martedì grasso le “mennuli rizzi” sono protagoniste di una tradizione che vede uomini e donne scambiarsi questi confetti. Il primo giovedì è “lo sciuitia ti li femmini”, ossia le mogli, le madri, le sorelle, le fidanzate o le amiche, regalano le mandorle, in un cartoccio arrotolato, agli uomini della loro vita. Il secondo giovedì è “lu sciuitia ti li masculi”, dove gli uomini ricambiano il pensiero.

Volete preparali a casa? Dotatevi di pazienza: la ricetta che vi proponiamo è dell’artigiano Nicola Tardio, appartenente a una nota famiglia di ricciaioli di Francavilla da ben quattro generazioni.

Munitevi della mandorla Amygdalus communis, coltivata nel brindisino, una qualità dolce proveniente dalle cultivar “Tondina” e “mandorla a mazzetta” detta anche “cinque cinque” perché sui rami i frutti sono a gruppetti di 5 o più, e dello zucchero.

Ingredienti

  • 500 grammi di mandorle brindisine
  • 500 grammi di zucchero

Procedimento

conca-2

Mettete le mandorle a tostare nel forno di pietra o nel forno elettrico di casa. In una pentola di rame fate sciogliere lo zucchero nell’acqua ricavandone un composto trasparente (“cileppo”). Poi prendete le mandorle e adagiatele in una conca di rame sospesa sui carboni ardenti che devono permettere a queste di farsi avvolgere dallo zucchero bollente, versato a poco a poco mestolo-2con un mestolo.

Con movimenti ondulatori della conca, le mandorle assorbiranno lo zucchero che si solidificherà avvolgendole: dopo quattro ore di lavorazione, adagiatele su teli di cotone per farle asciugare e poi conservatele nei grossi vasi di vetro trasparente con chiusura ermetica.

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