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Economia, studenti contro chiusura

BRINDISI - Continuano le manifestazioni di preoccupazione e contrarietà tra gli studenti di Economia Aziendale del polo brindisino dell'Università di Bari, circa sua probabile chiusura, a causa dei tagli del Miur e del conseguente mancato apporto finanziario da parte degli enti locali. Il 3 maggio, nel Consiglio di Facoltà di Economia, sarà decisa la sorte dei numerosi studenti frequentanti il corso decentrato, che hanno deciso di rimanere nella propria terra, per non gravare sulle spalle delle famiglie, e in futuro diventare dei professionisti utili al territorio.

Lin.And.23 aprile 2012

BRINDISI - Continuano le manifestazioni di preoccupazione e contrarietà tra gli studenti di Economia Aziendale del polo brindisino dell'Università di Bari, circa sua probabile chiusura, a causa dei tagli del Miur e del conseguente mancato apporto finanziario da parte degli enti locali. Il 3 maggio, nel Consiglio di Facoltà di Economia, sarà decisa la sorte dei numerosi studenti frequentanti il corso decentrato, che hanno deciso di rimanere nella propria terra, per non gravare sulle spalle delle famiglie, e in futuro diventare dei professionisti utili al territorio.

Gli studenti brindisini intendono informare l'opinione pubblica di questa spiacevole situazione e far sentire la loro voce. In questo periodo di crisi è molto acceso il dibattito sulle politiche per i giovani, ciò che sta avvenendo a Brindisi è un controsenso per il futuro di questi futuri economisti, che lottano per dar voce ai propri diritti.

In tutti gli incontri sostenuti con i delegati dell'Università, è mancata la presenza della Provincia e del Comune Brindisi, a differenza della Camera di Commercio; gli studenti e le famiglie chiedono invece la loro presenza per fare il punto della situazione su chi vuole o no l'università a Brindisi.

Risponde già oggi il candidato sindaco del centrodestra, Mauro D'Attis il quale afferma che "la sede di Economia aziendale dell'Università di Bari non può e non deve chiudere a Brindisi. E soprattutto - aggiunge D'Attis rivolto al consiglio di facoltà - non si può decidere entro il 3 maggio, in tempi cioè ristrettissimi, la chiusura di un corso di laurea indispensabile a Brindisi e che offre l'80% di occupazione dopo la laurea".

"Io voglio continuare a fare la mia parte concretamente e mi auguro che anche l'amministrazione provinciale voglia fare lo stesso. Non vorrei - dice D'Attis polemizzando con il "Laboratorio" - che, dopo l'attacco sferrato alla Fondazione Nuovo Teatro Verdi, adesso dobbiamo assistere ad un ulteriore disinteresse verso l'Università".

Anche Giovanni Brigante, candidato sindaco de la Puglia per Vendola, si è occupato della questione: "In data odierna ho ricevuto una delegazione di studenti iscritti alla Facoltà di Economia aziendale presso la sede di Brindisi, i quali mi hanno consegnato una lettera inviata ai giornali in data 20/04/2012 (che si allega), con la quale si denuncia l'intenzione da parte dell'ateneo barese di chiudere definitivamente il corso, nonostante il numero cospicuo di iscritti".

"A tale proposito mi preme sottolineare - ha detto Brigante - che la nostra città soffre di un'arretratezza economica e culturale, causata quest'ultima, anche e soprattutto, dal non essere stato un polo universitario. Nel momento in cui la cittadinanza sta prendendo atto della necessità di risollevarsi dal degrado e a gran voce si richiede un nuovo modello di sviluppo ed un impulso alla crescita culturale che abbia i giovani brindisini come protagonisti, una decisione di questo tipo suonerebbe invece come un ulteriore aggravamento dello stato di crisi della città".

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