“Rendiconto 2018 disarmante: rotta da invertire”. Possibili tagli sulle spese

Discussione su università, mensa, asili nido e impianti sportivi. Disavanzo di quasi un milione e 400mila euro, mancate entrate per 7 milioni e 750mila euro. Nel 2015 e 2016 Ente bocciato da Opencivitas. Sollevato il caso dei certificati medici dei lavoratori Multiservizi. I tre consiglieri di Leu fanno mancare il numero legale

BRINDISI – Il Comune di Brindisi non è in deficit, ma la fotografia sulle condizioni di salute economico-finanziarie che emerge dal rendiconto 2018 è “disarmante e complessa”, per stessa ammissione dell'assessore al Bilancio, Cristiano D'Errico. "Bisogna sin da subito invertire la rotta". Dal settore Servizi finanziari sono stati ipotizzati tagli partendo da “costi rilevanti ma non obbligatori”, come il contributo all’università, la gestione degli asili nido, la mensa scolastica e la gestione degli impianti sportivi. 

Il disavanzo 2018

Per le opposizioni, dai 5Stelle arrivando alla Lega, passando dal centrodestra, il futuro immediato non può che coincidere con manovre lacrime e sangue che nulla hanno a che vedere con il cambiamento. Lo scorso anno, l’Amministrazione ha chiuso con un disavanzo di quasi un milione e 400mila euro. Il peso negativo ammonta esattamente a 1.395.483,17 euro, a conclusione della gestione commissariale. E’ un lascito, una eredità pesante consegnata alla Giunta di Riccardo Rossi varata il 12 luglio 2018, ancor più complessa se si considera che l’Ente “sostiene un livello di spesa corrente nettamente superiore a realtà simili che con estrema difficoltà riesce a coprire con le entrate correnti”. Lo squilibrio è stato sottolineato dal dirigente del settore, Simone Simeone nella relazione sul ripiano del disavanzo, tra gli allegati al rendiconto posto in votazione nella seduta odierna del Consiglio comunale.

Opencivitas: i dati del ministero

Il funzionario ha anche fatto riferimento ai “dati acquisiti dal sito ministeriale Opencivitas” che per gli anni 2015 e 2016 sono stati alla base della bocciatura sul piano della valutazione del “livello di spesa di alcuni servizi rispetto a realtà di dimensione demografica analoga sia in Regione che al di fuori”. Il livello dei servizi, rispetto a quello standard, risulta insufficiente. E’ il  risultato del confronto tra la spesa storica, definita come l’”ammontare effettivamente speso dal Comune in un anno per l’offerta dei servizi ai cittadini al netto della contribuzione degli utenti e degli interessi passivi”, e la spesa standard, ossia il “fabbisogno finanziario di un ente in base alle caratteristiche territoriali, agli aspetti socio-demografici della popolazione residente e ai servizi offerti”.

Le mancate entrate

Lo squilibrio di competenza di parte corrente, per il 2018, deriva da entrate che nel corso nell’anno non sono diventate reali: “Si tratta di 7.750.000 euro”, ha spiegato l’assessore D’Errico. Mancano all’appello le seguenti voci: “Due milioni e 270mila euro da proventi per lo smaltimento in discarica controllata, 900mila euro per sanzioni per difformità dei progetti relativi a impianti fotovoltaici, due milioni e mezzo come minori accertamenti rispetto alle previsioni di gettito Imu e ancora un milione e 400mila euro come minore accertamento gettito Tasi”. Sono state elencante nella relazione del dirigente.

Costi rilevanti non obbligatori

Riccardo Rossi-18Tra i suggerimenti, in quel documento, il funzionario ha indicato una serie di “costi che gravano in maniera sensibile sugli equilibri di bilancio, sui quali è possibile effettuare interventi utili al fine di ridurne l’impatto”. In primis “il contributo per l’università” che ammonta a 622mila euro, poi la “gestione degli asili nido con spese per 806.252 euro a fronte di entrate pari a 399.900, refezione scolastica con spese pari a 1.588.958 rispetto a spese per 880.000”. E ancora: “costo del trasporto scolastico, eccessivo rispetto al numero degli utenti, con spese pari a 1.073.142 euro rispetto a entrate per 179.385”, “gestione degli impianti sportivi con spese per 183mila euro ed entrate per 200mila euro”. Infine: “costo rilevante per le utenze elettriche”.

Su questo fronte, per il  dirigente “sarebbero auspicabili investimenti e/o partenariato pubblico privato di efficientamento energetico tali da ridurre l’impatto sugli equilibri di bilancio corrente”.

Accertamento e riscossione

Quanto alla gestione dei tributi, “si potrebbe effettuare una internalizzazione di alcune attività programmando assunzioni di istruttori contabili”, ha scritto il dirigente dei Servizi finanziari. “Tale attività comporterebbe un notevole risparmio in termini economici oltre a diversi benefici nella gestione diretta dei tributi”.

Società partecipate

Il capitolo delle società partecipata è oggetto di analisi da parte del Comune perché lo stesso dirigente ha evidenziato “una scarsa conoscenza da parte dell’Ente dei meccanismi e dei costi di gestione per assenza di un sistema informativo adeguato e integrato con i dati dell’Ente”. E a “seguito delle informazioni ricevute, il costo del personale risulta nettamente superiore a quello pubblicato”.

Il sindaco Riccardo Rossi

“La dialettica politica ci sta tutta, ma bisogna essere leali con i cittadini sul rendiconto”, ha detto il sindaco Riccardo Rossi nel corso del suo intervento. “Siamo Amministrazione che nelle difficoltà procede nel cambiamento perché abbiamo molto in cantiere anche potendo contare su un rapporto con la Regione Puglia per avere concrete opportunità di sviluppo. Da quanto tempo non c’era un dialogo con la Regione? Brindisi merita o non merita fondi? Solo per fare qualche esempio: il nuovo palazzetto, gli accordi con Apulia Film commission, il Medimex, la cittadella della ricerca”.

Il presunto caso Multiservizi

Luciano Loiacono“Non facciamo e non vogliamo fare macelleria sociale: Brindisi non se lo può permettere. Bisogna ricordare che il Comune di Brindisi è grande datore di lavoro, eroga 1.200 stipendi. La Multiservizi ha 150 dipendenti, ma io quando vado in giro vedo 10-12 persone a tagliare l’erba: ho fatto questo esempio perché spesso si sente dire che non c’è manutenzione del verde, di conseguenza è chiaro che bisogna intervenire”.

Il caso Multiservizi è stato sollevato durante la discussione, anche dal consigliere di Idea Luciano Loiacono: “Vorrei che l’amministratore della partecipata, Giovanni Palasciano, spiegasse come mai ci sono diversi certificati medici presentati dai lavoratori. Ne risultano 40 e quindi chiedo: che fine hanno fatto questi 40 lavoratori? Ci sono situazioni che, probabilmente, sfuggono”.

 I lavori del Consiglio sono stati aperti con un un ricordo di Dario Bresolin, scomparso due giorni fa. Aveva 60 anni. Un minuto di silenzio per "l'amico di tutti", dalla voce inconfondibile. "Quando incrocio uno di quei ragazzi in bicicletta, è come se rivedessi mio padre". Lo dice sempre parlando dei migranti per i quali si è sempre speso a Brindisi. 

Consiglio rinviato per mancanza del numero legale

Dopo l’approvazione del rendiconto, i tre consiglieri di maggioranza del gruppo Leu (Alessandro Antonino, Giuseppe Massaro e Antonio Manfreda), sono usciti dall’aula, facendo mancare il numero legale per la prosecuzione della seduta. Per questo il consiglio comunale è stato rinviato.

Opposizione: "Maggioranza in crisi"

Oltre al bilancio, era in programma la discussione dei debiti fuori bilancio, di una interrogazione della consigliera Lo Martire sugli stalli per i disabili a norma e di una serie di ordini del giorno presentati dall'opposizione. 

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Articolo aggiornato alle ore 17.24

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