Tamponi: i sindacati di carabinieri, polizia e pompieri scrivono a Emiliano

Conapo, Sap e Unarma chiedono l'adozione di misure a tutela degli operatori, come giò avvenuto in altre regioni

Riceviamo e pubblichiamo una nota congiunta dei sindacato Conapo (Sindacato Autonomo Vigili del fuoco), Sap (Sindacato Autonomo della Polizia di Stato) e Unarma (Associazione Sindacale Carabinieri) riguardo all’adozione di misura a tutela delle forze dell’ordine in Puglia. 

I sindacati Conapo, Sap e Unarma plaudono alla lodevole e responsabile iniziativa delle Regioni Toscana ed Emilia Romagna che, in questo momento di difficoltà dovuta all'emergenza Coronavirus, con una propria ordinanza ha previsto l'applicazione dei test di positività al covid19 per le categorie maggiormente esposte a rischio, tra cui anche gli operatori delle forze dell'ordine e del soccorso pubblico che operano in prima linea per il bene della collettività. 

Riteniamo che una simile iniziativa sia di grande ausilio al fondamentale obiettivo di questo delicato momento della vita del nostro Paese e cioè riuscire a contenere, quanto più possibile, il diffondersi del contagio, tra gli operatori della sicurezza. Chi provvederà alla sicurezza del territorio e dei cittadini della Puglia se malauguratamente il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata anche tra le forze dell'ordine e del soccorso pubblico? Questa domanda ci era sorta spontanea fin dall'inizio dell'emergenza, avendo intuito quanto fosse opportuno preservare dal possibile contagio la nostra categoria, per scongiurare il rischio di ritrovarci in “quarantena” intere articolazioni dell'ordine e della sicurezza pubblica della nostra Regione. 

Per tale motivo avevamo deciso di affidarci all'autorità del Presidente Emiliano, scrivendogli personalmente lo scorso 23 marzo e mettendolo al corrente di quanto fosse rilevante per il comparto sicurezza della nostra Regione, non solo che venissero rispettate tutte le procedure precauzionali suggerite dai decreti legge ma anche di poter effettuare un continuo monitoraggio delle condizioni di salute di detto personale impegnato in prima linea. Avevamo dunque gentilmente chiesto al Presidente Emiliano di voler considerare l’applicazione di specifici protocolli ad hoc, lasciando alla sua autorità - o a chi per essa - di determinare le soluzioni ritenute più congrue. 

Ad oggi, 7 aprile 2020, siamo ancora in attesa di una risposta! Non di un provvedimento, non di un'ordinanza, non di una delibera - come fatto dalle Regioni Toscana ed Emilia Romagna - bensì solo e soltanto di una semplicissima risposta.  E mentre al palazzo della Regione Puglia si sta forse ancora pensando - se mai si sia pensato di farlo - a come interagire o a cosa dire alle parti sociali in causa, che Noi ci pregiamo di rappresentare, accade che nel territorio della Regione iniziano a registrarsi casi di contagio tra il personale delle forze dell'ordine e del soccorso pubblico. Casi accertati nelle caserme dei capoluoghi di provincia ed in quelle di alcuni Comuni che, allo stato, vedono personale fino a ieri in prima linea, purtroppo, contagiato dal virus e ricoverato presso le strutture sanitarie o posto in isolamento; altro debitamente collocato in quarantena fiduciaria a causa degli indifferibili contatti avuti durante il servizio con i colleghi infetti. 

Ne deriva una preoccupante riduzione del personale utilizzabile sul territorio, motivo per cui Noi non ci stancheremo mai di scrivere e segnalare ciò che riteniamo giusto, non solo per il personale medesimo ma per la comunità pugliese tutta. Né ci stancheremo di ringraziare ogni Istituzione preposta che abbia voglia di trovare il tempo e le attenzioni da rivolgere a questo delicato aspetto dell'emergenza in atto.  La bellezza della democrazia sta nella pluralità deIla sua voce. Possiamo ancora confidare di sentire il suono della sua, Presidente Emiliano, sulla richiesta di sicurezza di chi deve garantire sicurezza ai concittadini della propria Regione? 

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