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Martedì, 18 Giugno 2024
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Il Tar sospende l'ordinanza sulla musica e il Comune non ci sta: pronta l'impugnazione

I giudici bocciano la delibera che consentiva emissioni sonore fino all'una ogni giorno, ma l'Amministrazione Marchionna è pronta a difendere il proprio operato

BRINDISI - Dopo la sospensiva del Tar e il relativo stop alla musica fino all'una di notte nel centro di Brindisi, come programmato invece da ordinanza del 6 luglio scorso, il Comune corre ai ripari. La Giunta comunale, riunitasi in data odierna (25 luglio 2023), ha deliberato di impugnare il decreto del presidente del Tar Puglia Lecce (seconda sezione), emesso inaudita altera parte (il Comune non si è costituito in udienza) sabato 22 luglio scorso, ossia il giorno successivo alla notifica e al relativo deposito del ricorso proposto dal comitato "Civilmente in centro" e altri e che ha sospeso solo parzialmente l’ordinanza sindacale numero 31 , "Stagione estiva 2023, disposizioni straordinarie e deroga oraria ed ai limiti emissioni sonore". 

Si legge in un comunicato dell'ente brindisino: "Il giudice amministrativo, in assenza di contraddittorio e con un sommario vaglio, ha ritenuto condivisibili le censure formulate nel ricorso secondo cui la deroga ai valori delle emissioni sonore sarebbe possibile esclusivamente per attività sporadiche ed occasionali. L’Amministrazione Comunale con il predetto provvedimento giuntale si costituisce tempestivamente nel giudizio in corso, chiedendo l’anticipazione della trattazione alla camera di consiglio alla data del 27 luglio 2023, al fine di non rendere vane le finalità persguite dall’ordinanza stessa". 

L’ordinanza sindacale, frutto dell’operato della nuova Amministrazione intendeva, infatti, "mediare tra la tutela dei diritti legittimi e costituzionalmente protetti dei residenti e la necessità dei gestori dei locali del centro storico di essere attrattivi anche per una fascia di età più giovane, prevedendo  la cessazione di ogni emissione sonora alle ore 1.00, e ponendo, a carico degli stessi esercenti, delle forme di autocontrollo per il monitoraggio di ogni possibile forma di manifestazione lesiva della quiete pubblica, come limite operativo alla deroga alle emissioni", come si legge sempre nella nota del Comune di Brindisi. 

Per i giudici leccesi il diritto leso è quello al riposo, alla salute, come hanno fatto notare i ricorrenti, rappresentati e difesi dall'avvocato Francesco Silvestre. Per il Tar l'ordinanza va sospesa immediatamente, tanto è delicata la questione, che attiene alla salute e al diritto al risposo. Per i giudici le previsioni normative consentono "la deroga ai previsti valori limite assoluti e/o differenziali delle emissione sonore soltanto per attività sporadiche ed occasionali - quali una festa comunale, uno spettacolo in piazza, una specifica manifestazione destinata a tenersi in una certa data ed in una certa ora - ma non permettono in alcun modo l'estensione, per un rilevante periodo temporale (oltre due mesi, tutti i giorni dalle ore 20,00 alle ore 1,00), ad attività all'aperto di carattere continuativo, quale quella dei numerosi esercizi pubblici presenti nel centro urbano cittadino del Comune di Brindisi". 

Mentre, per il Comune di Brindisi, "a conferma della bontà del lavoro dell’Amministrazione comunale, il dipartimento di prevenzione dell’Asl di Brindisi, quale organo tenico di tutela della salute pubblica, ha rilasciato un parere  favorevole senza osservazioni e/o prescrizioni di sorta. Si precisa, inoltre, che nel periodo di vigenza dell’ordinanza emessa dalla nuova Amministrazione comunale, la stessa è stata rispettata e non sono state sollevate lamentele circa emissioni sonore e/o schiamazzi nel centro storico, né sono giunti esposti afferenti le violazioni in materia di riposo  delle persone, diversamente da quanto avvenuto negli anni passati come segnala lo stesso comitato ricorrente". Contro quanto sancito dal Tar, tra l'altro, si è espressa anche Confesercenti Brindisi.

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