Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità Mesagne

Vito Dell’Aquila è tornato a casa: accoglienza emozionante per il campione olimpico

È stato accolto all’aeroporto di Brindisi, prima, dalla famiglia, dal maestro Roberto Baglivo, dal sindaco e da un gruppo di concittadini. Poi la festa nella palestra New Marzial

MESAGNE- Bandiere tricolore che sventolano nell’aria, cori che urlano a squarciagola il suo nome e striscioni che lo idolatrano: è atterrato all’aeroporto di Brindisi Vito Dell’Aquila, il primo oro olimpico italiano di Tokyo 2020, con ancora l’emozione e l’adrenalina negli occhi, che tutto il mondo ha visto strabuzzare mentre ha baciato la medaglia d’oro sul gradino più alto del podio.

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L’arrivo all’aeroporto di Brindisi: “Mesagne mi mancava”

Il campione mesagnese di soli 21 anni è stato accolto dalla targa che ha voluto donare il sindaco Toni Matarrelli e l’amministrazione comunale per imprimere l’orgoglio e l’affetto che provano per Vito Dell’Aquila, dall’abbraccio di mamma Pasana, papà Leo, il fratello Cosimo, la nonna e il maestro Roberto Baglivo, che non vedevano l’ora di stringere il loro campione.

Tutto è accaduto quasi sulla pista di atterraggio, mentre gli altri passeggeri ammiravano le scene di un film, in cui il protagonista ha coronato il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi e vincerle. Eppure, restano impresse le prime parole di Vito Dell’Aquila appena sceso dall’aereo: “Mesagne mi mancava" e "Non ci credevo”. Invece, nell’oro olimpico, che ha iniziato a praticare il taekwondo per sconfiggere la timidezza, ci hanno creduto tutti fin dall’inizio, permettendo a Mesagne e all’Italia intera di vivere un sogno.

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Agli arrivi, quando si sono aperte le porte, ad accoglierlo un folto numero di concittadini e tanti tifosi venuti da ogni parte della provincia di Brindisi per rendere omaggio a chi, nove anni dopo, è riuscito a portare l’Italia, la Puglia, Mesagne sul podio ancora una volta. Ed è opinione di tanti, forse le istituzioni nazionali dovrebbero consegnare un meritato riconoscimento sportivo alla città, al maestro Roberto Baglivo e alla palestra New Marzial, dato che Mesagne ha più campioni olimpici di Usa e Russia messe insieme.

L’accoglienza alla palestra “New Marzial” di Mesagne: “Bentornato a casa”

Mo devi entrare nella tua casa”: un visibilmente commosso maestro Roberto Baglivo ha invitato l’oro azzurro mesagnese a varcare la soglia della palestra in cui a cinque anni ha tirato i primi calci. Vito Dell’Aquila, atleta del centro sportivo dell’Arma dei Carabinieri, è stato accolto dal tenente Alberto Bruno, comandante del Nor della Compagnia di San Vito dei Normanni, da una delegazione di carabinieri, dal commissario Giuseppe Massaro e dagli altri mesagnesi che hanno preparato l’accoglienza in città.

Abbracci, sorrisi, sguardi: il campione azzurro ha fatto ritorno nella Mesagne che tanto gli è mancata, “contento di averla portata ancora sul tetto dell’Olimpo” e ha salutato Carlo Molfetta “che è stato l’apripista per il taekwondo italiano e sono contento di essere stato il suo successore. Tanta stima e rispetto per lui”. Poi ha ringraziato l’Arma dei carabinieri e il suo maresciallo capo Guido Guidi, “persona fantastica”.

Video | L'arrivo di Vito Dell'Aquila all'aeroporto e le interviste

Ma Mesagne tutta e lo Stivale ringraziano l’impresa che ha compiuto Vito Dell’Aquila, insegnando che si può vincere anche se non si parte favoriti perché crederci permette di raggiungere e conquistare i propri sogni. Vito Dell’Aquila ha conquistato la medaglia d'oro nella categoria -58 chili di taekwondo alle Olimpiadi di Tokyo 2020, riuscendo nell’impresa del compaesano Carlo Molfetta, oro nei +80 chili a Londra 2012.

Il cammino di Dell'Aquila a Tokyo

Il pugliese ha iniziato il suo cammino olimpico superando l'ungherese Omar Salim 26-13, agli ottavi della categoria -58 chili. Poi l'azzurro ha battuto il tailandese Ramnarong Sawekwiharee 37-17. In semifinale Vito Dell’Aquila ha battuto nettamente l'argentino Lucas Lautaro Guzman, bronzo ai Mondiali 2019: il mesagnese ha terminato il primo e il secondo round con quattro punti di vantaggio, chiudendo con un netto 29-10. In finale, infine, battuto anche Mohamed Khalil Jendoubi tunisino classe 2002 e campione d'Africa.

L’appello di Vito Dell’Aquila e la commossa dedica

E dopo l'oro, l'emozione: "Questo oro è dedicato a mio nonno, che non c'è più da un mese e stasera mi guardava da lassù: ero certo che avrei vinto": sono state le sue prime parole.

Poi, l'appello: “Mi sono vaccinato dal Covid per venire a Tokyo a prendermi un oro olimpico - ha detto all'Ansa -. Sono sincero, io avevo un motivo in più. Ma aderisco molto volentieri alla campagna lanciata dal presidente del Coni, Malagò, per promuovere la vaccinazione: è giusto che lo facciano tutti”.

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