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Centrale Brindisi Nord, A2a: “Riconversione in polo di energie rinnovabili”

I vertici della società proprietaria del sito ex Edipower chiedono un incontro con il Comune per domani in vista di un possibile accordo di programma: "Area impianto solare termodinamico, forsu da inserire nel piao rifiuti, pale eoliche e per sperimentazioni con Università". La sindaca, in apertura del Consiglio, invita i capigruppo

BRINDISI – Ritenta la strada del dialogo con il Comune la società A2a Energie future per proporre una seconda vita alla vecchia società di Brindisi Nord, ereditata da Edipower. Chiede un incontro per presentare il “nuovo polo delle energie rinnovabili” per il sito con annessa istanza per un accordo di programma e  ottiene un appuntamento per la mattinata di domani, alle 11, a Palazzo di città, nel salone di rappresentanza Mario Marino Guadalupi.

Le voci di un possibile contatto tra la spa e l’Amministrazione comunale sono state confermate dalla sindaca Angela Carluccio, in apertura dei lavori del Consiglio comunale: “Informo che ci è stato consegnato un progetto sintetico e riassuntivo per Brindisi Nord, per il quale invito i capigruppo e i consiglieri che vogliano partecipare”. L’invito, quindi, è stato consegnato a tutti, maggioranza e opposizione. Dalla minoranza, il gesto è stato apprezzato, ma Mauro D’Attis, di Forza Italia, ha preso la parola per ricordare che l’ufficio della sindaca non può essere luogo di incontri istituzionali, come è avvenuto in passato, e che le informazioni vanno veicolate in modo differenti nel rispetto delle funzioni e del ruolo del Consiglio.

Il lay-out di progetto arrivato a Palazzo di città prevede quattro linee di intervento: un’area per realizzare un impianto solare termodinamico, un’area Forsu, un’altra infrastrutturata per sperimentazioni con l’università e infine pale eoliche. A2a spiega che “il progetto prevede la realizzazione di un impianto di trattamento per il recupero della frazione organica, derivante dalla raccolta differenziata mediante un primo stadio di digestione anaerobica, finalizzato alla produzione di gas naturale”, vale a dire biometano e “un secondo stadio di fermentazione naturale aerobica (il compostaggio) finalizzato alla produzione  di compost di qualità certificato anche per l’utilizzo in agricoltura biologica”.

Per il compost, nel progetto, viene ricordato che si tratta di “materiale ammendante e fertilizzante utilizzato in agricoltura o nel settore della florivivaistica” e che il “biometano è un gas naturale derivante dal trattamento di raffinazione del biogas ottenuto da fonte rinnovabile e utilizzabile per veicoli a motore o immesso nella rete del gas naturale per i comuni usi domestici come riscaldamento, acqua calda sanitaria e cucina”.

Per il solare termodinamico, A2a intende avvalersi della tecnologia Stem (solare termodinamico Magaldi) in corso di sperimentazione nel sito come previsto a San Filippo del Mela: “Nel caso di Brindisi, i campi eliostati saranno disposti verso il Nord per ottimizzare il rendimento ottico. La produzione di energia elettrica attesa è di circa tremila Mwh, con un rendimento di turbina a vapore del 26 per cento e un’integrazione con gas sino al 15 per cento della produzione totale”.

Per rendere disponibili aree per l’installazione dei nuovi impianti “sarà necessario demolire quasi tutte le strutture fuori terra della centrale: 54mila tonnellate di acciaio, 130mila metri quadrati di coibenti, 45mila tonnellate di calcestruzzi”. Secondo A2a il “valore totale delle attività di demolizioni è di 47 milioni di euro”. Per l’impianto Forsu sono previsti otto mesi per le demolizioni, 18 mesi per la realizzazione e quattro mesi per la messa in esercizio, di conseguenza la “tempistica complessiva è di 30 mesi a far data dall’ottenimento delle autorizzazioni”.

La richiesta al Comune è questa: “Accordo di programma tra A2a energie ed Amministrazione al fine di convertire in tempi rapidi la centrale, in modo tale da superare i vincoli che insistono sull’area, iter autorizzativi rapidi, inserimento dell’impianto Forsu nel piano dei rifiuti da redigere e infine eventuali finanziamenti per la conversione del sito, con riferimento in particolare alla rimozione dell’amianto”.

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