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Cronaca

Accusato di rapina, brindisino dal carcere torna a casa

L'indagato all'epoca dei fatti, nel 2018, era minorenne. Adesso è stata disposta per lui la permanenza presso la propria abitazione

BRINDISI - All'epoca dei fatti contestati era minorenne. Per lui era stata disposta la misura cautelare della detenzione presso un istituto penitenziario minorile, perché accusato di rapina. Adesso può tornare a casa, in regime di permanenza presso l'abitazione. E' quanto ha disposto il gip del Tribunale di Roma nei confronti del 20enne brindisino C.Z., difeso dall'avvocato Luca Leoci. C.Z., insieme ad altri tre presunti complici, avrebbe assaltato una gioielleria sita presso il centro commerciale Conforama di Santa Rufina di Cittaducale, in provincia di Rieti. 

La rapina e le indagini

Ottobre 2018, gioielleria Follie d'Oro. Quattro persone, i volti coperti da passamontagna, fanno irruzione. Minacciano le commesse con una pistola semiautomatica. Hanno anche delle mazze da carpentiere. Infrangono le teche e si impossessano di vari gioielli. Il valore del bottino è di circa 400mila euro. Si dileguano a bordo di un'autovettura, che risulterò poi rubata a Brindisi. Danno fuoco al mezzo. Intanto, la polizia giunge sul posto e si attiva. Anzi, l'intervento degli agenti costringe i rapinatori ad abbandonare l'auto e gli indumenti. Intanto la polizia controlla tutto il traffico telefonico della zona. La pista è calda. I movimenti dei telefoni cellulari individuati, analizzati dagli investigatori reatini anche grazie alla collaborazione del personale del servizio centrale operativo della polizia di Stato, munito di sofisticati strumenti tecnologici, evidenziano gli spostamenti dei rapinatori da Brindisi a Rieti, prima della rapina, e nel viaggio di ritorno, immediatamente dopo la commissione del reato. Anzi, uno dei rapinatori riceve una chiamata da un parente. Questo consente agli investigatori di individuare con certezza il gruppo criminale che aveva effettuato la rapina, avvalorando le tesi della provenienza brindisina e, soprattutto, le identità di due dei quattro rapinatori.

La decisione del gip

Infatti pochi giorni fa finiscono in carcere C.Z. e P.M., entrambi brindisini. Il primo oggi ha 20 anni, il secondo, 23. Sono accusati del reato di rapina aggravata. Si aprono le porte dei penitenziari. C.Z. viene portato presso l'istituto penale per i minorenni "Fornelli" di Bari. Il suo avvocato, Luca Leoci, si attiva. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Roma, Federico Falzone, sostituisce la detenzione in carcere con la misura della permanenza presso la propria abitazione, a Brindisi. Lo affida, inoltre, ai servizi minorili. Come detto, il brindisino, all'epoca della rapina, era minorenne. C.Z. riesce a ottenere questa misura anche perché ammette i fatti contestati. Il giovane brindisino, rileva il gip, sembra impegnarsi per uscire da dinamiche delinquenziali, anche con l'aiuto della compagna e della famiglia di quest'ultima, che stanno cercando di inserirlo in contesti lavorativi che lo allontanino da esperienze negative.

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