Omicidio Carvone, fucilata tra i bambini: Riesame conferma il carcere

Giuseppe Sergio, 20 anni, e Stefano Coluccello, 28, entrambi di Brindisi furono arrestati dalla Mobile il 17 ottobre scorso

Il luogo in cui è avvenuto l'omicidio

BRINDISI – Il Tribunale del Riesame di Lecce ha confermato la custodia in carcere per Giuseppe Sergio, 20 anni, e Stefano Coluccello, 28, entrambi di Brindisi, arrestati con l’accusa di aver minacciato di morte, con un fucile a canne mozze, due ragazzi ritenuti coinvolti nel furto dell’auto alla base dell’omicidio di Giampiero Carvone, 19 anni, avvenuto in via Tevere, rione Perrino, la notte fra il 9 e il 10 settembre.

Il Riesame

Il collegio in funzione di Tribunale della libertà oggi ha negato anche l’attenuazione della misura, con il riconoscimento dei domiciliari, chiesta in subordine dalle penaliste Daniela D’Amuri e Manuela Greco. La difesa intende ricorrere in Cassazione non appena saranno depositate le motivazioni (45 giorni di tempo). Il sostituto procuratore, titolare del fascicolo d’inchiesta, Raffaele Casto, aveva chiesto la conferma del carcere evidenziando la pericolosità sociale di entrambi gli indagati.

Le minacce di morte

Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento di arresto eseguito lo scorso 17 ottobre, e imbastita partendo dagli elementi raccolti dalla Squadra Mobile di Brindisi, tanto Sergio quanto Coluccello, si sarebbero resi responsabili dell’episodio avvenuto attorno alle 21,20 del 9 settembre scorso. Tale ricostruzione è stata, quindi, confermata dal Tribunale del Riesame.

Il fucile a canne mozze sarebbe stato esibito “al cospetto delle vittime” poi sarebbe stato “esploso anche un colpo per minacciare due giovani”. Coluccello, in particolare, avrebbe detto: “Da te non me l’aspettavo, mi dovete pagare la macchina, altrimenti vi sparo in testa”. Avrebbe anche cercato di “colpirlo con un pugno”. Le minacce sarebbero avvenute alla presenza di alcuni bambini che stavano giocando nella piazza che trova tra via Bradano e via Adige, alle spalle della chiesa Cuore immacolato di Maria del rione Perrino.

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La difesa

I due indagati restano ristretti nel carcere di Brindisi. In sede di interrogatorio di garanzia, davanti al gip Stefania De Angelis, respinsero le accuse. Coluccello in precedenza era finito ai domiciliari con l’accusa di tentata estorsione ai danni del padre di Giampiero Carvone, per aver provato a chiedere che fosse la famiglia del ragazzo di 19 anni a occuparsi della riparazione dell’auto rubata, risultata incidentata.

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