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“Furti nel magazzino dell’ospedale Perrino”: cinque imputati

Udienza preliminare dopo la nuova inchiesta: contestati a diverso titolo peculato, violenza privata e autocalunnia. Asl e Sanitaservice parti offese

BRINDISI – Inchiesta lampo su recenti furti nel magazzino dell’ospedale Perrino di Brindisi, dopo la denuncia su sparizioni di prodotti igienico-sanitari e, in alcuni casi, di medicinali: in cinque rischiano di finire sotto processo con le accuse di peculato, violenza privata e autocalunnia, contestate a diverso titolo, a conclusione delle indagini avviate a febbraio.

Udienza preliminare

procura di brindisi-4Il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale, chiedendo il rinvio a giudizio, nei confronti di un dipendente della società Sanitaservice, la partecipata della Asl di Brindisi, e di quattro persone. Sono tutti a piede libero.

L’udienza preliminare è stata fissata per la fine del prossimo mese di ottobre. Sarà il gup del Tribunale di Brindisi Maurizio Saso a decidere se sussistono o meno elementi tali da sostenere le accuse in dibattimento così come ritenuto dal pm nella richiesta di rinvio a giudizio.

Le accuse

Tre sono le contestazioni mosse. Il peculato, innanzitutto, con riferimento alla “sottrazione” di materiale sanitario, per la posizione del dipendente della Sanitaservice: “In qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, avendo ragione del suo ufficio o servizio, il possesso o comunque la disponibilità di denaro o altra cosa mobile altrui, se ne appropriava”.

Per gli altri quattro imputati, le imputazioni sono: violenza privata e autocalunnia. Nel primo caso, vengono contestate “violenze o minacce” per costringere qualcuno a fare qualcosa, tollerare oppure omettere. Nel secondo caso, si contesta il rilascio di dichiarazioni alle autorità giudiziarie, per “incolpare se stesso di un reato che si sa non avvenuto o di un reato commesso da altri”.

Parti civili

La Sanitaservice e la Asl sono state riconosciute, anche in questo troncone, parti offese e di conseguenza potranno presentare istanza per la costituzione in giudizio ai fini della richiesta di risarcimento dei danni. La Asl, con delibera del direttore generale Giuseppe Pasqualone, ha già affidato incarico all’avvocato Carmela Roma per la presentazione dell’ammissione come parte civile in sede di udienza preliminare. Stessa strada sarà seguita dalla Sanitaservice, con provvedimento dell’amministratore unico Flavio Maria Roseto.

L’inchiesta precedente

Risale a tre anni fa il troncone d’indagine che portò all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare, anche in carcere, nei confronti di alcuni dipendenti della Sanitaservice accusati di peculato in relazione alla sottrazione di traversine, pannolini, disinfettanti e carta igienica, nei reparti dell’ospedale Perrino e del magazzino. Il blitz scattò il 16 ottobre 2016.

In sei sono sotto processo ordinario, in attesa di sentenza dal Tribunale di Brindisi. Altri, invece, avendo optato per il rito abbreviato, attendono la fissazione della data dell’inizio dell’appello. Per tutti pende anche il processo dinanzi al giudice del lavoro dopo il licenziamento disposto dalla Sanitaservice. In primo grado è stata disposta la reintegrazione per un vizio formale evidenziato dagli avvocati dei dipendenti della Sanitaservice. Stando alla sentenza, il procedimento disciplinare azionato dalla società Sanitaservice non sarebbe stato concluso nel termine di 30 giorni a far data dalla contestazione. Sarebbe andato oltre. Per questo, è stato disposto il rientro al lavoro, rispetto al quale la partecipata dell’Azienda sanitaria locale ha già presentato ricorso rimarcando il venir meno del rapporto fiduciario.

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