Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Porto, tre sì del Comune: colmata, accosti e dragaggio

Maggioranza e opposizione d’accordo. Il sindaco: “Ora nessun alibi per il presidente dell’Authority. Sfatiamo la leggenda secondo cui la crisi dello scalo deriva dai no dell’Amministrazione”. Escono dall’Aula Vadacca, Portolano e Calabrese di Brindisi Bene Comune

BRINDISI-  Tre volte sì dei consiglieri comunali di Brindisi guardando al porto: colmata tra il pontile del Petrolchimico e Costa Morena Est, dragaggio e accosti a Sant’Apollinare, con la previsione di un museo del mare. Parere favorevole che però sconta la mancanza di compattezza all’interno della maggioranza perché c’è stata l’assenza al momento del voto  di alcuni esponenti di Brindisi Bene Comune, il movimento in cui è nato e cresciuto politicamente il sindaco Riccardo Rossi: sono mancati i voti di Marco Vadacca, Anna Lucia Portolano e Anna Maria Calabrese, rimasti fuori dall’Aula. Proprio non ce l’hanno fatta a pronunciare quel sì, nonostante il confronto interno alla forza politica andato avanti sino a qualche ora prima l’inizio del Consiglio.

Il piazzale di S.Apollinare, in ritardo la realizzazione dei nuovi 5 accosti per navi ro-ro-3

L’ordine del giorno

I consiglieri comunali da sinistra a destra, passando per i 5Stelle, hanno approvato l’ordine del giorno sul futuro immediato dello scalo che, neanche tanto implicitamente, contiene un riferimento ai rapporti con il presidente dell’Autorità di sistema del Mare Adriatico meridionale, nella convinzione che da oggi inizi il nuovo corso dello scalo rivendicato dall’Amministrazione cittadina con l’autorevolezza che (forse) era stata persa negli ultimi tempi, a causa di spaccature interne. L’obiettivo è risalire la china per cancellare tutti i numeri preceduti dal segno meno che determinano condizioni di salute precarie dello scalo.

I tre sì e la leggenda del no

Sì alle opere di completamento degli accosti portuali a Sant’Apollinare; sì alle opere di dragaggio di Costa morena, Sant’Apollinare e del canale del porto medio e sì alle opere di completamento dell’infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della colmata tra il pontile del Petrolchimico e Costa Morena Est. In questo caso, “dopo l’autorizzazione della commissione di Via, anche in relazione alle osservazioni prodotte dall’Amministrazione comunale”.

La votazione è arrivata dopo quasi tre ore di confronto in Aula tra gli esponenti di partiti e forze politiche, nel corso del quale il sindaco Riccardo Rossi ha ricordato lo stato di salute del porto di Brindisi: “Vive una crisi importante. Lo dicono i dati relativi allo studio dell’Ente portuale tra  Brindisi e Bari”. Ha detto. “Ci sono segni in negativo che vanno dalle merci ai passeggeri ai container (meno 40 per cento). Lo dico perché circola una leggenda secondo cui la crisi è determinata dai no che l’Amministrazione Rossi sta ponendo ai progetti. I numeri dicono che questa è assoluta bugia”, ha continuato il primo cittadino.

“Per quale motivo è in crisi il porto?, ha chiesto”. Domanda retorica, per qualcuno, ma necessaria.  “Sono d’accordo con Oggiano e può sembrare strano: bisogna togliere ogni alibi al presidente dell’Autorità portuale, quando dice che Brindisi deve decidere. Lo stiamo facendo.  Dire, poi, che Brindisi ha bisogno di infrastrutture che verranno realizzate non prima del 2023, significa non dare risposte che oggi sono necessarie e significa anche che non ci si assume responsabilità. Io dico, invece, che oggi dobbiamo avere il terminal passeggeri, dobbiamo puntare sulla bonifica dell’area ex Pol a cui sono stati destinati due milioni di euro e dobbiamo avere banchine del porto interno che possono essere usate per nautica da diporto, yacht”, ha detto ancora il sindaco. “A me sembra che ci sia una strategia politica per cui Brindisi viene fatta fuori, spostando altrove l’attenzione”.

I rapporti con l’Authority

A seguire, Rossi ha aperto una parentesi sulla nota mandata dal presidente dell’Authority, Ugo Patroni Griffi: “Mi chiedo se l’Autorità portuale è d’accordo con quello che ci ha mandato”, ha detto prima di leggere la pronuncia del Consiglio superiore ai Lavori pubblici sulla carenza di valore di disciplina urbanistica del Piano regolatore portuale prima della legge 84 del 1994. Il legislatore ha conferito al Prp dignità di strumento di pianificazione. “Chiedo, quindi, un approccio condiviso scontando tali procedure in maniera chiara”, ha detto Rossi.

“Da subito dobbiamo intercettare traffici e passeggeri, incrementare accosti delle crociere: siamo nelle condizioni di poterlo farlo. Così come dobbiamo fare la nostra parte per le Zes (zone economiche speciali, ndr). E ancora impegno sul fronte del porto green per la sostenibilità ambientale”.

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I dieci impegni per il sindaco e la sua Giunta

Per effetto dell’approvazione dell’ordine del giorno, sono  dieci gli impegni assunti da Rossi e dall’esecutivo (assente il titolare dell’Urbanistica, Dino Borri). Il primo riguarda i banchinamenti di Sant’Apollinare: dovranno “sorvegliare affinché siano rispettate le distanze di legge dal sito archeologico di Punta delle Terrare”. Il sindaco ha voluto aggiungere il rispetto di tutte le procedure di legge per l’approvazione. Sindaco e assessori dovranno ottenere garanzie vincolanti sull’investimento di mezzo milione di euro, da parte dell’Authority, per le opere di scavo e valorizzazione del sito archeologico, richiedendo un ulteriore impegno di spesa a totale copertura degli interventi necessari. Dovranno, inoltre, avere garanzie per la realizzazione di parco urbano in maniera “coerente con la memoria storica dei luoghi” e “compatibile con il traffico crocieristico-turistico” e avviare una trattativa per la realizzazione di un “museo del mare, anche utilizzando Palazzo Monticelli, Villa Skimut, da ristrutturare a spese dell’Ente portuale”. Parco urbano a sito archeologico dovranno essere liberamente fruibili dai cittadini.

La cassa di colmata

Per la cassa di colmata, Rossi dovrà ottenere “garanzie vincolanti affinché l’opera sua utilizzata per la raccolta del solo materiale di dragaggio del porto di Brindisi”, scongiurando che possa essere usata per raccogliere sedimenti di altri porto, anche nel caso in cui questi facciano parte della stessa Autorità di sistema portuale del Mare adriatico meridionale. Dovrà anche “ottenere cogenti rassicurazioni sulla esecuzione di puntuali e attuali analisi dei materiale inquinanti relativi anche in corso di raccolta e versamento” e “sorvegliare affinché siano tutelate le retrostanti aree naturali protette, non sia alterato né sottratto alcun habitat di interesse floristico e faunistico e che la realizzazione delle opere di progetto non apportino alcuna modifica al clima acustico attuale”.

Il sindaco e la sua squadra di governo dovranno “recuperare i rapporti di gemellaggio a suo tempo sottoscritti dal Comune di Brindisi con Igoumenitsa, Corfù, e Durazzo al fine di ipotizzare interventi di rafforzamento dei rapporti trasfrontalieri da far finanzieri con fondi dei prossimi programmi Interreg Italia-Grecia e Italia-Albania-Montenegro”. Infine, dovranno rilanciare il ruolo di Brindisi all’interno della comunità dei porti dell’Adriatico e dell’alto Ionio. Comunità nata a Brindisi che vedeva tra i partecipanti Pescara, Ancona, Venezia e città della Croazia, della Slovenia, del Montenegro, dell’Albania e della Grecia.

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Le 18 richieste all’Autorità portuale

I consiglieri comunali, alla fine, dopo aver riscoperto che l’unione fa la forza e che le divisioni interne non hanno fatto altro che indebolire, nel tempo, la forza dell’Amministrazione cittadina, hanno votato un elenco di richieste che il sindaco presenterà all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico meridionale. Diciotto punti in nome e per conto della città, per lo sviluppo di Brindisi e del suo porto, sintesi di quattro ordini del giorno espressione delle voci presenti in Assise, dal Pd a Leu, per passare a Fi e alla Lega, abbracciando anche le istanze dei 5Stelle.

Il piano regolatore portuale

Prima di tutto: “Accelerare senza indugi il processo per la creazione del piano regolatore di sistema portuale”, che a Brindisi è fermo dal 1975. Troppo tempo. Procedere a una valutazione tecnico ambientale sulla possibile “implementazione dei dragaggi” che i consiglieri sperano possano essere portati a quota meno 17, “affinché il porto di Brindisi diventi attrattivo per i traffici favoriti della nuova via della Seta e in generale per tutti i traffici provenienti dal canale di Suez. Realizzare, quindi, i dispositivi ancora necessari alla sicurezza del porto. Ma in questo caso bisogna aspettare la conclusione dell’inchiesta della Procura di Brindisi e, parallelamente, i tempi della giustizia amministrativa essendo pendente il ricorso dell’Authority dinanzi  al Tar contro il no del Comune alla sanatoria di varchi sequestrati penalmente.

Maggioranza e opposizione hanno trovato intesa sulla cassa di colmata che rischia di diventare casus belli senza fine: l’opera dovrà avere “caratteristiche costruttive che sin da ora rassicurino un proficuo utilizzo futuro della stessa, scongiurando l’esclusivo utilizzo di contenimento dei sedimenti”, si legge nel testo dell’ordine del giorno.

La banchina Enel

I consiglieri, poi, hanno voluto fare riferimento alla società Enel, proprietaria della centrale di Cerano: alla spa il Comune dovrà chiedere “un crono programma certo relativo alla dismissione” che la società ha in concessione, in modo tale da pianificare altre attività. Guardando alla situazione delle banchine, dal Consiglio è partita anche la richiesta di creare un “progetto aggiornato di indicazioni stradali per raggiungere il porto e la città”. Sembrerà strano, ma anche su questo piano Brindisi è carente.

All’Authority sarà chiesto di “rendere nuovamente disponibili le aree di Costa Morena Est all’attività logistica, quando saranno liberate dai tubi per il gasdotto Tap”.

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Turismo e terminal passeggeri

Pensando al turismo, il Comune chiede un “intervento prioritario per il terminal passeggeri, capace di offrire servizi di accoglienza di alto profilo qualitativo, idoneo ad accogliere anche il traffico crocieristico”. Cosa che, invece, l’Ente portuale ha previsto per il porto di Bari.  Opera prioritaria, inoltre, è e deve essere “la bonifica dell’ex deposito Pol, nel porto interno”, impiegando i fondi che già sono a disposizione dell’Authority. Occorre anche “potenziare urgentemente l’area extra Schengen con adeguate infrastrutture in grado di dare dignitosa sistemazione ai passeggeri”. Nella stessa ottica, si chiede la “valorizzazione del capannone ex Montecatini, pensando a una eventuale collaborazione con il Comune e i privati, anche come parziale utilizzo terminal passeggeri, in accordo con la Soprintendenza per i beni architettonici”.

Nell’elenco, i consiglieri comunali hanno inserito la “condivisione e la co-fruizione con l’Amministrazione delle aree del porto interno che attualmente sono occupare dagli uffici dell’Authority”. E ancora: “favorire il libero mercato degli armatori nell’utilizzo degli accosti, al fine di evitare forme di utilizzo esclusivo”, rischio che il porto di Brindisi ha vissuto negli ultimi anni; prevedere nel porto o nelle immediate vicinanze, un impianto per il trattamento degli slots e delle acque di sentina, eventualmente con privati da selezionare tramite bando”; verificare la fattibilità per le navi gasiere di un’area separata da quella interessata dal traffico delle persone e delle merci”.

Capobianco

Quanto a Capobianco, i consiglieri chiedono la previsione di “ogni aione necessaria per il banchinamento, al fine di realizzare nuove banchine, anche con ampliamento della colmata e uso dei sedimenti provenienti da nuovi dragaggi nel porto cittadino. Le Zes, inoltre, sono state inserite con richieste legate a “tutte le infrastrutture necessarie”. Da ultimo, i consiglieri pretendono “tutte le opere affinché il porto di Brindisi sia green con tecnologie sostenibili per navi in sosta, con particolare attenzione all’elettrificazione di tutte le banchine”.

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Brindisi Bene Comune

Le reazioni politiche, ovviamente, non si sono fatte attendere. In primis da Brindisi Bene Comune che, per via di quelle tre assenze volute al momento del voto per non alzare la mano, ha fatto parlare parecchio (fuori microfono) gli esponenti delle opposizioni. Loro compatti, la maggioranza no. Paradosso, dicono. Ma da Bbc respingono ogni lettura in chiave polemica. "Ogni scelta compiuta nell’interesse della città comporta dei conflitti e la necessità di affrontare questioni complesse, e solo la concertazione fra i vari gruppi, al di là delle posizioni politiche ed ideologiche, può far convergere in un progetto comune", dicono a titolo di premessa. "Non sempre la volontà o i desideri del singolo possono essere soddisfatti o trovare spazio, poiché solo la mediazione con altre sensibilità può essere costruttiva nelle scelte", sottolineano.
"Il movimento, nel rispetto del pluralismo delle singole idee e delle singole sensibilità che lo ha sempre contraddistinto, ha condiviso una linea politica unitaria, frutto del lavoro anche di chi ha poi espresso una posizione personale di coscienza. Se l'ordine del giorno approvato è così attento agli aspetti dello sviluppo sostenibile e della compatibilità ambientale il merito è senz'altro anche dello sforzo di concertazione che tutti i nostri consiglieri hanno svolto buttando il cuore oltre l'ostacolo, nel tentativo di unificare il livello personale e politico di ciascuno".

Quanto all'uscita dall'aula di "alcuni nostri consiglieri è dimostrazione del rispetto che il movimento ha nei confronti di ciascuno, che non si traduce in una opposizione al documento oggi approvato, né tanto meno in una spaccatura come riportato dalla stampa; anzi, si è trattato di un'assunzione di responsabilità, pur nel rispetto della storia personale degli attivisti e dei consiglieri", spiegano.  "Il voler leggere le diverse posizioni delle diverse anime del movimento come spaccatura è ingeneroso e non comprende che la diversità dialettica è il fondamento del nostro stesso movimento".

Il Partito democratico

Francesco CannalireIl segretario cittadino del Pd, Francesco Cannalire, ha seguito il Consiglio comunale tra il pubblico: "Il voto all'unanimità dei presenti espresso nel consiglio comunale dedicato al futuro del porto rappresenta un importante segnale di unità e di lungimiranza politica per un punto fondamentale che è lo sviluppo economico di Brindisi", dice. "Una dimostrazione di grande maturità da parte della classe politica e dirigente cittadina che, con responsabilità è riuscita ad elaborare un percorso comune su un tema strategico come quello del porto". 

"È evidente che tutto questo accrescerà la forza contrattuale del Comune di Brindisi in seno all'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, consentendo al Sindaco Riccardo Rossi di sostenere un'idea di sviluppo portuale forte e largamente condivisa e che avrà al centro l'interesse e il benessere collettivo, partendo proprio dal potenziamento dell'infrastrutturazione esistente e dalla sua sostenibilità ambientale", prosegue Cannalire. "Speriamo che i teorici, pochi in verità, che anche questa volta, puntualmente e a prescindere, si stanno affannando a polemizzare per questa visione unitaria delle politiche portuali, profonderanno lo stesso impegno in termini di idee per lo sviluppo del porto. Ora auspichiamo un immediato confronto tra Amministrazione e Autorità di Sistema finalizzato a concordare un puntuale cronoprogramma per rendere concrete le intese unanimi sostenute e votate dall'intero Consiglio Comunale". 

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