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Contrabbando di bombole di Gpl pericolose: arrestate quattro persone

Operazione della Guardia di Finanza e della Procura di Brindisi. Sequestrato un opificio, sede logistica dell'organizzazione

FASANO - Si appropriavano di bombole di Gpl vuote, le riempinvano e poi le rimettevano in commercio, nonostante potessero essere pericolose per gli acquirenti: questa mattina (giovedì 17 dicembre) i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Fasano, coordinati dal capitano Domenico Pirrò e dal pm della Procura di Brindisi Pierpaolo Montinaro, hanno arrestato quattro persone residenti nelle province di Brindisi, Bari e Bat (ai domiciliari e altre quattro sottoposte all'obbligo di dimora), dando esecuzione a un'ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa. E' l'operazione "Sotto pressione". E' stato inoltre posto sotto sequestro preventivo un opificio industriale a Corato, nel Barese, quale base operativa del sodalizio. Le fiamme gialle brindisine hanno individuato e disarticolato il gruppo criminale, operante su tutto il territorio regionale. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, frode nell'esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, appropriazione indebita, ricettazione e autoriciclaggio.

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Guarda il video dell'operazione

I brindisini coinvolti nell'indagine sono due, entrambi nati a Fasano. Uno residente in città, l'altro nel Barese. La Guardia di Finanza di Brindisi ha ricostruito il modus operandi del sodalizio: dapprima si appropriavano indebitamente delle bombole di Gpl, riconducibili a marchi noti a livello nazionale. Prendevano le bombole vuote e, una volta trasportate nell'opificio, le riempivano con altro Gpl, danneggiando economicante in questo modo noti marchi a livello nazionale. Violando le norme del settore, ritinteggiavano - per mascherarne la provenienza - le bombole e vi sistemavano i suggelli di garanzia, quei tappi di plasticava che vengono strappati via una volta che la bombola va utilizzata per la prima volta.

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Una volta completata l'operazione, le bombole rimesse a nuovo venivano reimmesse in commercio, vendute a ignari acquirenti. Oltre all'aspetto dell'evasione delle accise, un altro aspetto importante è la mancanza di garanzia. Il suggelo di plastica serve a garantire la sicurezza di chi maneggia la bombola stessa, per evitare fuoriuscite di prodotto. In questo modo le bombole contrabbandate non erano sicure. Nell'operazione "Sotto pressione" i militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato un migliaio di bombole, durante l'attività investigativa. Contenevano oltre 12mila chili di Gpl. Sono state sequestrate, inoltre, altre 7mila bombole vuote di varie marche, pronte a essere riempite. Trovati inoltre 800 sigilli di una società nazionale operante nel settore. Le indagini sono partite nel 2019 grazie alla denuncia - e alla successiva collaborazione - di Assogasliquidi, l'associazione di Federchimica che rappresenta le imprese del comparto distribuzione gas liquefatti (Gpl eGnl) per uso combustione e autotrazione e le imprese che costruiscono attrezzature e impianti o che forniscono servizi attinenti al settore.

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