Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca San Pietro Vernotico

Fucilata contro auto il giorno di Natale, condannato a dieci anni

Il giudice del Tribunale di Brindisi ha ritenuto il 70enne Franco Perrone colpevole di tentato omicidio ai danni di Lorenzo Scalinci. L'episodio avvenne a San Pietro Vernotico

BRINDISI - L'agguato a colpi di fucile contro un'autovettura venne eseguito il giorno di Natale, adesso arriva la condanna per Franco Perrone (detto "Francu lu sbirru"), 70enne di San Pietro Vernotico. Il 41enne Lorenzo Scalinci era a bordo della sua Smart Forfour, insieme alla compagna e a quattro figli minori. Venne esploso un colpo di fucile contro l'auto. Scalinci, ferito ma cosciente, si recò autonomamente al presidio territoriale di assistenza (Pta) di San Pietro Vernotico. Per fortuna, le ferite riportate non erano gravi, la prognosi era di 20 giorni.

Adesso la gup - il rito è abbreviato - del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli ha emesso la sentenza nei confronti di Franco Perrone (foto sotto). Le richieste del pm che ha coordinato le indagini - Pierpaolo Montinaro della Procura brindisina - erano pari a 12 anni di reclusione per tentato omicidio. La sentenza: Perrone è stato condannato a 10 anni di reclusione e a un risarcimento danni alle parti civili di 30mila euro. Le parti civili costituite: Lorenzo Scalinci (rappresentato dall'avvocato Federica Musso) e la compagna Marcella Carcagni (rappresentata dall'avvocato Antonio Di Candia). Franco Perrone è difeso dall'avvocato Anna Centonze.

Perrone Franco, classer 1950-2

I carabinieri della Sezione Operativa del Nor della compagnia di Brindisi e della stazione di San Pietro Vernotico chiusero il cerchio sul grave episodio di cronaca avvenuto il giorno di Natale a San Pietro Vernotico il 7 gennaio 2021. Quel giorno arrestarono Franco Perrone. Stando alla ricostruzione dell'episodio, la famiglia vittima dell'agguato era diretta il giorno di Natale a casa di alcuni parenti. L'agguato scattò intorno alle 13 del 25 dicembre in piazza Nuova Europa, nei pressi della zona 167 di San Pietro Vernotico. Scalinci era appena salito a bordo dell’auto insieme alla compagna, seduta accanto con il figlio di 6 anni in braccio, e ad altri tre figli minori sistemati nei sedili posteriori.

Mentre Scalinci si accingeva a partire, una Opel Meriva si affiancò con il muso della propria auto a quello della Forfour. Al volante della Meriva, da quanto appurato dai carabinieri, si trovava Perrone, uscito da casa pochi minuti prima. Il 70enne, a distanza di circa un metro, avrebbe esploso un colpo di fucile calibro 12, caricato a pallini, contro Scalinci, per poi dileguarsi. All'interno della Smart, a terra davanti al sedile del passeggero posteriore sinistro, era andata a finire una borra in plastica bianca, deformata in seguito all'esplosione della cartuccia.

I carabinieri, intanto, nel pomeriggio dello stesso giorno avevano recuperato l'Opel di Perrone, abbandonata nei pressi della strada provinciale per Cellino San Marco. Il giorno successivo i militari avevano condotto il sospettato in caserma, dove era stato ascoltato in presenza del pm di turno del tribunale di Brindisi e sottoposto all'esame dello stub. Successivamente era stato rilasciato. Ma il lavoro degli investigatori è andato avanti, fino a far emergere "gravi indizi di colpevolezza utili per ricostruire la dinamica dell'attentato e raccogliere elementi chiari, precisi e concordanti per individuare l'autore, identificato appunto in Perrone", come recitava una nota della Procura di Brindisi il giorno dell'arresto di Perrone. 

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