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Le lamiere contorte della cabina di controllo del Freccia Argento 9351

Le lamiere contorte della cabina di controllo del Freccia Argento 9351

Il procuratore: "Disastro evitabile"

FASANO – Giuseppe Campanella è rimasto nella sua cabina guida sino all’ultimo istante, nel tentativo disperato di rallentare al massimo l’Eurostar 9351 Freccia Argento lanciato a 150 chilometri orari ed evitare un disastro ancora peggiore. La collisione con il Tir rumeno ha cancellato la parte anteriore della motrice e la vita del macchinista 49enne di Acquaviva delle Fonti, un’altra vittima di un lavoro i cui rischi sono denunciati da anni dai sindacati di categoria.

FASANO - Giuseppe Campanella è rimasto nella sua cabina guida sino all'ultimo istante, nel tentativo disperato di rallentare al massimo l'Eurostar 9351 Freccia Argento lanciato a 150 chilometri orari ed evitare un disastro ancora peggiore. La collisione con il Tir rumeno ha cancellato la parte anteriore della motrice e la vita del macchinista 49enne di Acquaviva delle Fonti, un'altra vittima di un lavoro i cui rischi sono denunciati da anni dai sindacati di categoria.

Il corpo di Campanella è stato trasportato a tarda ora nella camera mortuaria del cimitero di Fasano, in attesa del riconoscimento da parte del medico legale e dei familiari. Poi partirà domani mattina per la città dove risiedeva con la famiglia. "Un incidente che si sarebbe potuto evitare" è stato il primo commento del procuratore capo di Brindisi, Marco Dinapoli, arrivato sul luogo del disastro ferroviario nel primissimo pomeriggio di oggi .

Erano le 13.31, quando l'allarme è arrivato sui sistemi della sala operativa della Polfer di Brindisi. Ionut Cociabab di 26 anni, rumeno, alla guida del suo autoarticolato, ha cercato di oltrepassare i binari del passaggio a livello quando le sbarre si stavano già abbassando, ed il Tir è rimasto incastrato. Purtroppo, il camionista non ha avuto la lucidità di sfondare la barriera. Sarebbe stato facile per il bisonte della strada, ma il conducente in preda al panico ha abbandonato la cabina di guida e si è fermato a guardare la scena pochi metri più dietro.

Il macchinista Giuseppe Campanella, invece, non ha abbandonato il suo posto, e ha cercato di frenare in tutti modi, pur di ridurre la corsa del treno (che in quel punto ha una velocità di circa 150 chilometri orari ndr). L'Eurostar 9351 si è fermato circa 200 metri dopo il punto di impatto, deragliando. Giuseppe Campanella è morto probabilmente sul colpo. I Vigili del Fuoco hanno dovuto lavorare per un'ora abbondante per estrarre il macchinista dalle lamiere.

Le onoranze funebri Fratelli Napoletano di Fasano hanno provveduto poi a trasferire la salma dal treno fino alla camera mortuaria del cimitero cittadino in attesa del riconoscimento da parte del medico legale e dei familiari.

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