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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Omicidio in Montenegro: indagato in libertà

BRINDISI - Non sono questioni marginali o tecniche quelle sollevate dall'avvocato Cinzia Cavallo riguardo uno degli omicidi più cruenti dell'elenco di delitti in cerca d'autore che la Dda di Lecce ritiene di aver spiegato. Il ricorso al Tribunale del Riesame per il suo assistito, Antonio Epicoco, che dal carcere è tornato in libertà.

BRINDISI - Non sono questioni marginali o tecniche quelle sollevate dall'avvocato Cinzia Cavallo riguardo uno degli omicidi più cruenti dell'elenco di delitti in cerca d'autore che la Dda di Lecce ritiene di aver spiegato. Il ricorso al Tribunale del Riesame per il suo assistito, Antonio Epicoco, che dal carcere è tornato in libertà proprio perché i giudici hanno annullato l'ordinanza, non trattava di esigenze cautelari ma di gravi indizi di reato, di utilizzabilità delle dichiarazioni dei pentiti e di un cadavere rimasto in Montenegro, mai identificato perché non ne é stato autorizzato il trasferimento in Italia e neppure ancora il prelievo del Dna.

Non sono ancora state depositate le motivazioni dell'accoglimento, ma si sa quali questioni ha sollevato il legale e quindi in quali confini i giudici hanno potuto esprimersi. Si comprende quindi ancora una volta, dopo la scarcerazione di Vito Stano (avvocato Raffaele Missere) che il provvedimento cautelare chiesto dai pm Alberto Santacatterina e Valeria Farina Valaori, ha qualche "fragilità" sul fronte delle contestazioni ma anche riguardo qualche ricostruzione dei fatti.

L'ordinanza fu eseguita il 14 ottobre scorso nell'ambito dell'Operazione Zero: 18 arresti per associazione per delinquere di stampo mafioso o comunque, per coloro che già ne rispondevano, contestazioni di omicidi o tentativi aggravati dal metodo mafioso. Un elenco di fatti e misfatti che inizia nel1997 e termina in tempi recenti, nel 2010. Quello contestato a Epicoco è uno dei delitti più efferati: l'omicidio di Nicolai Lippolis avvenuto chissà quando, comunque dal 1998 in poi. Fu ucciso a picconate, o forse con arma da fuoco.

Sotterrato nudo, ritrovato vestito e con i documenti in tasca. Sono discrasie che rileva l'avvocato. La denuncia di scomparsa è stata presentata molti anni dopo, nel 2011. Mario Lippolis, fratello della vittima, racconta ai poliziotti che nel 1998 il fratello uscì di casa e non tornò più. Voleva sfuggire all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. Poi, stando a quanto dicono i collaboratori, si mise a spacciare droga senza autorizzazione. Il corpo fu trovato il 7 ottobre del 2009 a Bar, dall'altra parte del mare.

Era sotterrato da circa quattro o cinque anni, furono riscontrati colpi di arma da fuoco alla testa. Nelle tasche il tesserino del codice fiscale. L'esecuzione fu voluta ed eseguita, secondo gli inquirenti, da Marcello Cincinnato (che ha ottenuto i domiciliari), Giuseppe Leo, Tommaso Belfiore, Emanuele Guarini e proprio Antonio Epicoco. Quest'ultimo incastrato dalle dichiarazioni dei collaboratori Belfiore, Fornaro e Caforio.

Secondo l'avvocato le prime sono datate e non sono state utilizzate a dovere, il secondo è stato ascoltato sul merito come persona informata sui fatti e non come collaboratore di giustizia, le altre dichiarazioni invece sono state acquisite quando i termini per la conclusione dell'inchiesta erano già scaduti. Prima questione. Poi ce n'è un'altra: come si fa a dire che il corpo trovato in Montenegro nel 2009 sia quello di Lippolis? Il Montenegro non ha ancora concesso il trasferimento della salma in Italia. Non è stato possibile effettuare le analisi del Dna e c'è una rogatoria ancora priva di riscontri.

In una prima versione dei fatti fu detto che Lippolis era stato ucciso a picconate. Poi spuntarono i fori da arma da fuoco. Anche nelle ricostruzioni sulla sepoltura vi sono discordanze: qualcuno ha detto che era nudo, qualcun altro che era vestito. Non è ancora chiaro quale punto abbia pienamente condiviso il Riesame, ma certo è che ha annullato l'ordinanza. E colui che per la Dda è uno degli omicidi del gruppo di fuoco della Scu, che resta indagato, è tornato immediatamente libero meno di un mese dopo l'arresto.

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