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Il Morvillo dopo la bomba

Il Morvillo dopo la bomba

Per il pm Vantaggiato non era solo

BRINDISI - Tutto sta in una cifra, il “110” che tradotto in lettere vuol dire “concorso” e che sta a significare che perfino i magistrati della Dda che hanno chiuso le indagini sull’attentato di Brindisi e che ritengono che la prova sia evidente a tal punto da potersi permettere di saltare l’udienza preliminare, non escludono che il bombarolo abbia agito con la complicità di qualcun altro. Ancora ignoto.

BRINDISI - Tutto sta in una cifra, il "110" che tradotto in lettere vuol dire "concorso" e che sta a significare che perfino i magistrati della Dda che hanno chiuso le indagini sull'attentato di Brindisi e che ritengono che la prova sia evidente a tal punto da potersi permettere di saltare l'udienza preliminare, non escludono che il bombarolo abbia agito con la complicità di qualcun altro. Ancora ignoto.

Sarà forse quell'uomo alto e corpulento che fu visto da un passante mentre trascinava il cassonetto con le ruote all'interno del quale c'erano tre bombole riempite con totali 40 chili di miscela esplosiva (15 chili in due di esse, 10 nell'altra)? Sarà qualcuno fra quanti, secondo Cosimo Parato, ex socio in affari di "Vanni" nonché vittima dell'attentato del 2008, conoscevano a menadito la passione di Vantaggiato per le bombe?

Forse non si saprà mai chi si cela dietro quel "110", chi è il complice dell'uomo di Copertino che, secondo l'accusa, avrebbe fabbricato da solo l'ordigno che ha ucciso Melissa Bassi, 16 anni, e ferito altre nove persone. Forse lo si scoprirà quando il processo sarà in corso, davanti alla Corte d'Assise di Brindisi (qualora la difesa, come già annunciato, non intenda chiedere l'abbreviato, in tal caso si celebrerebbe davanti al gup di Lecce).

Sono quattro i capi di imputazione contestati allo stragista reo confesso dell'attentato nella richiesta di rito immediato formulata dai pm della Dda di Lecce (il capo della procura, Cataldo Motta e i pm Guglielmo Cataldi e Milto De Nozza) al gip Ines Casciaro. Nel primo, il più lungo e articolato, viene contestata l'accusa di strage con finalità terroristica, in concorso con persone sconosciute, per l'attentato del 19 maggio scorso a Brindisi.

Il 68enne di Copertino, titolare di fatto di una azienda di carburanti agricoli, avrebbe cagionato la morte di Melissa Bassi, sedicenne di Mesagne, e il ferimento di altre nove persone, tutti studenti della scuola Morvillo Falcone dinanzi alla quale furono posizionate tre bombole gpl riempite con nitrato d'ammonio, 15 in due bombole e 10 in un'altra, e fatte esplodere a distanza con un telecomando per cancelli.

A seguire l'ipotesi di fabbricazione, detenzione, porto ed esplosione di ordigno micidiale, attribuitagli due volte, anche in relazione ai fatti del febbraio 2008, quando una bici - bomba fu fatta esplodere a Torre Santa Susanna. Per quella vicenda, Vantaggiato risponde anche del tentato omicidio di Cosimo Parato, che ha subito conseguenze gravissime in seguito all'attentato che fu compiuto in suo danno. L'inchiesta su quei fatti l'ha condotta il sostituto procuratore di Brindisi, Milto De Nozza che nei giorni scorsi ha trasmesso gli atti a Lecce per l'unificazione del fascicolo con l'altro sulla strage.

Nel corso degli interrogatori sostenuti, lo stragista ha indicato come movente della strage di Brindisi la frustrazione per truffa da 343mila euro subita, a suo dire, proprio da Parato che aveva denunciato e che era stato condannato il 19 aprile a una pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione, sentenza che secondo Vantaggiato non gli aveva reso giustizia.

Il processo a carico di Vantaggiato potrebbe avere inizio già alla fine di gennaio e vi si costituiranno parte civile, probabilmente, tutte le parti offese indicate dai magistrati inquirenti. Nella lista ci sono i ministeri dell'Interno e dell'Istruzione , la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Brindisi, oltre ai feriti (sorelle Veronica e Vanessa Capodieci, Selena Greco, Azzurra Camarda e Sabrina Ribezzi, le mesagnesi che furono ricoverate in condizioni gravissime, anche Anna Canoci, Andrea Calò e Alessandra Gigliola di Brindisi, oltre ad Aurora Radoglia di Mesagne), ai genitori di Melissa Bassi e proprio Cosimo Parato.

Il quale , assistito dall'avvocato Raffaele Missere, ha già deciso di voler prendere parte al processo per "contribuire all'attribuzione di responsabilità" nei confronti di Vantaggiato, difeso invece dall'avvocato Franco Orlando che ha fatto sapere sin dall'inizio di voler affrontare il processo senza chiedere l'ammissione a riti alternativi.

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