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Cronaca Cellino San Marco

Prosciugato il conto di due anziani di Cellino: arrestati nipote e direttore della Posta

Ai domiciliari il nipote Gianluca De Gennaro, 43 anni, e Pierluigi Porpora di Lecce, 61, direttore dell’ufficio postale: il pensionato ha 99 anni ed è ricoverato in una casa di cura, la moglie è deceduta nel 2015. Sul conto c’erano 82.600 euro, il saldo attuale 67,73 euro. Acquistata un’Audi

CELLINO SAN MARCO – Sul libretto postale di una coppia di anziani di Cellino San Marco c’erano 82.600 euro, nell’arco degli ultimi tre anni il saldo si è progressivamente ridotto sino ad arrivare a 67,73, dopo l’acquisto di un’Audi A7 lo scorso settembre: il nipote Gianluca De Gennaro e il direttore dell’ufficio postale Pierluigi Porpora sono stati arrestati ieri, ai domiciliari, con le accuse di falso ideologico e furto aggravato.

Il palazzo di giustizia di LeccePer entrambi è il secondo arresto. Finirono ristretti nelle rispettive abitazioni già alla fine dello scorso mese di febbraio con accuse identiche, mosse dal pubblico ministero Giovanni Gagliotta, dopo una serie di verifiche conseguenti alla denuncia sporta da alcuni parenti dell’anziana, deceduta a 83 anni nel 2015. Il marito ha 99 anni ed è attualmente ricoverato in una casa di cura, impossibilitato a muoversi. Il denaro risparmiato nel tempo dagli anziani sarebbe servito a sostenere il pagamento delle spese per le cure, in caso di necessità. Il primo prelievo contestato e ritenuto sospetto risale al 6 febbraio di quell’anno. Nel corso degli ultimi tempi ce ne sarebbero stati altri e la Procura ha accertato l’acquisto di un’Audi A 7, Tdi 245 cavalli, del valore di 45.800 euro, ritenuto non compatibile con l’attuale tenore di vita di De Gennaro.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita ieri, martedì prossimo gli indagati affronteranno l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato. Nel capoluogo salentino, zona Santa Rosa, ha sede l’ufficio postale in cui sarebbero avvenuti i prelievi con successivo trasferimento di parte della somma sul libretto di De Gennaro che vive a Lecce.

In quella sede avranno modo di chiarire la propria posizione, alla presenza dei rispettivi avvocati di fiducia Luigi Covella e Giancarlo Dei Lazzaretti, partendo dai prelievi, dalle firme apposte che secondo l’accusa sarebbero posticce per arrivare al rapporto esistente tra i due. Perché in questa vicenda, quel che non è chiaro stando a quanto ha scritto lo stesso gip nel provvedimento di arresto, è il legame – ammesso che ci sia – tra il nipote della coppia di anziani e il direttore della filiale dell’ufficio postale.

Nulla su questo aspetto gli indagati dissero in occasione dell’interrogatorio, conseguente al primo arresto eseguito il 20 febbraio, quando gli venne contestato, in concorso, lo  spostamento di 20.500 euro dai conti dell’anziana a quello intestato a De Gennaro. La misura cautelare venne impugnata dai difensori dinanzi al Tribunale del Riesame che accolse i ricorsi, annullando l’ordinanza.

Nel frattempo le indagini sono andate avanti e lo zoom ha portato a scoprire un altro prelievo, operazione sulla quale sono stati ascoltati alcuni dipendenti dell’ufficio postale. Da qui l’arresto bis.

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