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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca Ceglie Messapica

"I miei figli aggrediti al parco di giorno dai bulli e nessuno è intervenuto"

E' accaduto il 5 gennaio scorso nella villa comunale di Ceglie. Solo l'intervento del padre ha evitato il peggio

CEGLIE MESSAPICA – Brutta avventura per un padre e i suoi due figli giovedì 5 gennaio scorso nella villa comunale “Cento Pini” di Ceglie Messapica: i due ragazzini di 7 e 9 anni sono stati vittime di un gruppetto di bulli, sotto gli occhi di decine di adulti. Solo l’intervento del papà ha evitato il peggio. 

“Era circa mezzogiorno, avevo portato i miei figli al parco in bici, era una bella giornata di sole – racconta l’uomo raggiunto telefonicamente da BrindisiReport – la villa era piena di gente, si tratta di uno spazio immerso nel verde dedicato proprio ai giovani e alle famiglie. Oltre che agli sportivi. Ci sono i campi da gioco, scivoli e altalene. Purtroppo questa bella mattinata in poco tempo si è trasformata in un incubo. Mentre mio figlio di 7 anni era impegnato sui giochi un gruppo di ragazzi di 15/16 anni ha cominciato a prendere di mira la sua bicicletta parcheggiata poco distante. Ci salivano sopra e la prendevano a calci. L’atro, il più grande, di 9 anni, gironzolava per il parco, io ero a qualche metro di distanza. Quando mi sono reso conto che non smettevano di vandalizzare la bicicletta del piccolo e che nessuno delle persone adulte presenti vicino alla bici stava intervenendo mi sono avvicinato per chiedere a quei ragazzi di smetterla. Ma nessuno si è intimorito, per poterli far allontanare ho dovuto alzare la voce. Non si sono preoccupati per niente che un adulto li stava rimproverando, ho fatto fatica a farli andare via”. 

Poco dopo è giunto il figlio più grande che ha raccontato al padre che quel gruppo di ragazzini poco prima aveva anche tentato di togliergli la bici.  “Solo quando siamo arrivati a casa mio figlio mi ha spiegato che era stato aggredito: gli avevano lanciato contro uno skateboard di un altro ragazzino, prima addosso e poi sulle ruote. Lui era riuscito a resistere e ad allontanarsi. Quando gli ho chiesto perché non me lo ha raccontato subito mi ha risposto che aveva avuto paura. Paura di quello che sarebbe potuto accadere”. L’uomo non ha esitato a sporgere regolare denuncia contro ignoti presso la locale caserma dei carabinieri scoprendo che quei bulli erano personaggi "già noti" per fatti simili. “Quando ho chiesto ai carabinieri perché non intervengono per mettere fine a queste situazioni mi hanno risposto che purtroppo nessuno denuncia”. 

Da quel giorno la famiglia non è più tornata al parco: “Non è una zona che frequentiamo molto ma dopo questo episodio non so se ci ritorneremo, non è per paura ma per prudenza. Purtroppo queste situazioni sono rischiose, possono degenerare anche per noi adulti. Questa vicenda ci ha profondamente turbati, mi ha colpito il fatto che i due episodi si sono verificati in un parco pieno di gente e che nessuno è intervenuto per difendere i due ragazzini. Se non ci fossi stato io come sarebbe finita? Servirebbero certamente più controlli ma anche più senso civico e rispetto”. 

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