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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Mesagne

Restituiti beni confiscati a mesagnese

MESAGNE – Oggi la prima sezione penale della Corte di Appello di Lecce ha depositato un provvedimento di accoglimento del ricorso e di immediata restituzione di tutti i beni confiscati agli eredi di Donato Greco, pregiudicato di Mesagne deceduto un anno prima del sequestro preventivo dei patrimoni ritenuti ad esso collegati. Il collegio difensivo che ha ottenuto la revoca della confisca a favore degli eredi di Donato Greco era composto dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto e Giovanni Luca Aresta.

MESAGNE - Oggi la prima sezione penale della Corte di Appello di Lecce ha depositato un provvedimento di accoglimento del ricorso e di immediata restituzione di tutti i beni confiscati agli eredi di Donato Greco, pregiudicato di Mesagne deceduto un anno prima del sequestro preventivo dei patrimoni ritenuti ad esso collegati. Il collegio difensivo che ha ottenuto la revoca della confisca a favore degli eredi di Donato Greco era composto dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto e Giovanni Luca Aresta.

"Nel corpo del decreto a firma del presidente della Corte di Appello - dicono i legali degli eredi Greco - viene sostanzialmente dato atto della assoluta e integrale dimostrazione della legittima provenienza dell'ingente patrimonio che - sommariamente - il Tribunale di Brindisi nel luglio 2010 aveva preordinato a definitiva confisca in applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale antimafia".

Nel luglio scorso era scattato il sequestro a Mesagne di 30 immobili, 3 società, 2 auto e 3 conti correnti bancari, per un importo complessivo di 4,5 milioni di euro, a carico degli eredi universali di Greco, Cosimo Raffaele Greco e Anna Maria Greco. Greco era ritenuto in contatto con Domenica Biondi, la moglie del fondatore della Scu, Giuseppe Rogoli.

Tre immobili per uso commerciale furono invece sottoposti a sequestro antimafia il 9 ottobre sempre del 2009 e sempre a Mesagne dalla polizia, su disposizione del tribunale delle misure di prevenzione di Brindisi. Il valore dei beni si aggirava in quel caso attorno ai 700mila euro.

Gli accertamenti patrimoniali, ai sensi delle modifiche alla normativa antimafia apportate con il pacchetto sicurezza (la legge 125 del 24 luglio 2008) che consente di applicare le misure anche agli eredi delle persone indagate in caso di decesso di queste ultime, erano stati condotti dal pool antiriciclaggio della questura di Brindisi

Secondo la polizia, i tre immobili intestati ad Antonia Massaro, convivente del pregiudicato Donato Greco, morto nell'aprile del 2008, sarebbero stato acquistati con denaro riciclato attraverso vari travasi tra conti correnti a nome di terzi.

Il 22 luglio del 2010 il tribunale per le misure di prevenzione di Brindisi dispose la confisca di quasi tutti i patrimoni sequestrati, fatta eccezione per quelli intestati a Felice Grassi, Maria Saracino, Giovanni Luca Aresta, Paola Bottazzo e Pietro Clemente, i quali dimostrarono che gli immobili loro intestati erano stati acquistati con mutui regolari, di cui mensilmente gli interessati pagavano le rate attraverso conti correnti con depositi di provenienza legittima.

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