Cronaca

Scu e scommese, sequestri e 19 arresti

Torna al centro delle cronache giudiziarie un personaggio di spicco del vecchio contrabbando che era rimasto sulla breccia anche dopo il crollo del traffico di sigarette tra i Balcani e la provincia di Brindisi, Albino Prudentino. E questa volta, dopo l'Operazione Ellas condotta dalla Finanza di Bari nel 2002, l'operazione Calipso condotta dal Ros dei carabinieri nel settembre 2010, sono ancora le "fiamme gialle", quelle di Brindisi, a puntare sull'organizzazione di Prudentino.

L'arresto di Albino Prudentino

Torna al centro delle cronache giudiziarie un personaggio di spicco del vecchio contrabbando che era rimasto sulla breccia anche dopo il crollo del traffico di sigarette tra i Balcani e la provincia di Brindisi, Albino Prudentino. E questa volta, dopo l'Operazione Ellas condotta dalla Finanza di Bari nel 2002, l'operazione Calipso condotta dal Ros dei carabinieri nel settembre 2010, sono ancora le "fiamme gialle", quelle di Brindisi, a puntare sull'organizzazione di Prudentino.

Militari del Nucleo di Polizia Tributaria Guardia di Finanza di Brindisi, dalle prime luci dell'alba, stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 soggetti, di cui 9 in carcere e 10 ai domiciliari, nonché provvedimenti di sequestro di beni, emessi, rispettivamente, dal gip del Tribunale di Lecce e dal Tribunale di Brindisi, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Lecce.

I reati ipotizzati a carico degli indagati sono trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita con l'aggravante di aver agito anche al fine di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa denominata Scu, bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. A tutti gli effetti, si tratta dei restriscena finanziari della pista seguita anche dal Ros due anni e mezzo addietro.

Prudentino, già in carcere per fatti di mafia e traffico di sostanze stupefacenti, avrebbe gestito questi affari avvalendosi di prestanomi, professionisti e società compiacenti, al quale l'organizzazione aveva affidato il compito di reinvestire i proventi illeciti nell'economia legale. La Finanza stamani sta eseguendo un sequestro preventivo, sempre ai sensi della normativa antimafia, di beni del valore complessivo di 3,6 milioni di euro, fra cui una villa di pregio, terreni edificabili ed autovetture e un sequestro per equivalente, in ragione dei reati fiscali, pari a 190 mila euro

Ma anche un sequestro anticipato di circa 15 milioni di euro, riguardante quote e compendio aziendale di due imprese operanti nella raccolta autorizzata di scommesse e giochi on linee distribuzione di videopoker presso esercizi pubblici. Tra queste figura una nota impresa con più di mille centri affiliati sul territorio nazionale, che sviluppa un volume d'affari superiore a 300 milioni di euro. Le indagini hanno dimostrato come le stesse fossero in posizione di contiguità con la Scu, avendone agevolato le attività imprenditoriali delle imprese di proprietà del principale arrestato.

Coinvolta nell'indagine parte della famiglia dell'ex contrabbandiere di Ostuni. La pista della riconversione degli interessi della Scu nel gioco d'azzardo era emersa proprio nell'Operazione Calipso, che ha prodotto, tra l'altro, il passaggi alla collaborazione con la giustizia del capozona Scu mesagnese Ercole Penna. Ulteriori notizie in un conferenza stampa convocata per stamani alle 10,30 al comando provinciale della Guardia di Finanza.

 

 

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