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Guardia di Finanza

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Usura, sequestri di beni a mediatore

SAN PANCRAZIO SALENTINO - Nuovamente nei guai il mediatore agricolo di San Pancrazio P.L. arrestato a luglio del 2005 e condannato nel 2007 per usura: nei giorni scorsi i militari della tenenza della guardia di finanza di San Pietro Vernotico, in applicazione della normativa antimafia, hanno eseguito, su disposizione della locale autorità giudiziaria, un provvedimento di sequestro anticipato di beni per un valore complessivo di circa 210 mila euro.

SAN PANCRAZIO SALENTINO - Nuovamente nei guai il mediatore agricolo di San Pancrazio P.L. arrestato a luglio del 2005 e condannato nel 2007 per usura: nei giorni scorsi i militari della tenenza della guardia di finanza di San Pietro Vernotico, in applicazione della normativa antimafia, hanno eseguito, su disposizione della locale autorità giudiziaria, un provvedimento di sequestro anticipato di beni per un valore complessivo di circa 210 mila euro.

Si ritiene, infatti, che l'ex usuraio abbia accumulato beni e denaro in modo illecito, intestandoli a parenti e amici. Nello specifico, le Fiamme Gialle sanpietrane hanno sottoposto a sequestro: un appartamento, un deposito commerciale, tre autovetture, un conto corrente e diversi depositi a risparmio tutti di proprietà dell'ex usuraio anche se intestati ad altri soggetti.

Gli investimenti mobiliari e immobiliari realizzati dal mediatore agricolo finito nuovamente nei guai e dai propri familiari sono risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati e anche frutto e reimpiego di attività illecite.

P.L. fu arrestato a luglio del 2005 insieme alla moglie, a conclusione di un'attività di indagine durata cinque anni e denominata "Fast Credit" condotta dai militari della tenenza di San Pietro, perchè ritenuto responsabile del reato di usura: aveva prestato denaro a gente bisognosa (imprenditori e commercianti), facendoli restituire con tassi di interessi che hanno raggiunto la soglia del 478 per cento.

All'epoca furono arrestate per riciclaggio anche la direttrice dell'epoca del Banco di Napoli di Cellino San Marco e un'impiegata della stessa filiale. Da quanto avrebbero accertato le fiamme gialle sanpietrane il mediatore agricolo di San Pancrazio avrebbe continuato ad accumulare denaro e immobili attraverso attività illecite che però al momento non sono state rese note.

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