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Fiducia: Sardelli vota sì, Gaglione no "ma spero che il governo faccia bene"

BRINDISI - La conta della fiducia non conforta la maggioranza, malgrado il sostegno tutt’altro che scontato di quelli che ormai si chiamano finiani. E’ finita com’era prevedibile che finisse: 342 sì, 275 no. Numeri da voto anticipato. A meno che non lievitino nelle settimane prossime venture. Ad ingrossare le fila del consenso al premier Silvio Berlusconi, uno su due dei deputati brindisini finiti nel limbo del gruppo misto, sotto le insegne di “Noi Sud”. Luciano Sardelli, come aveva già annunciato, ha votato “sì”. Antonio Gaglione, ha votato “no”, ma col condizionale.

BRINDISI - La conta della fiducia non conforta la maggioranza, malgrado il sostegno tutt'altro che scontato di quelli che ormai si chiamano finiani. E' finita com'era prevedibile che finisse: 342 sì, 275 no. Numeri da voto anticipato. A meno che non lievitino nelle settimane prossime venture. Ad ingrossare le fila del consenso al premier Silvio Berlusconi, uno su due dei deputati brindisini finiti nel limbo del gruppo misto, sotto le insegne di "Noi Sud". Luciano Sardelli, come aveva già annunciato, ha votato "sì". Antonio Gaglione, ha votato "no", ma col condizionale.

Il primo a parlare è anche il capogruppo, che alla vigilia del voto aveva preannunciato l'intenzione degli ex "Io Sud" di accordare fiducia incondizionata al governo, atto preliminare alla adesione formale al progetto Pdl, o quello che sarà nei mesi prossimi venturi. "Ho votato favorevolmente", dichiara Luciano Sardelli, "e adesso andiamo avanti". Vuol dire che è pronto a sottoscrivere la tessera pidiellina? "Non esattamente. Stiamo costruendo il partito del Sud, che sarà direttamente collegato al centrodestra. Dunque un'altra cosa dal progetto centrista di Io Sud o dall'Mpa di Lombardo". Entrambe vecchie storie per il deputato sanvitese, reclutato ormai senza riserve, nelle fila dei berlusconiani doc. Un ritorno di fiamma, in realtà, dato che la carriera parlamentare di Sardelli ("abusiva" oppure no), è cominciata proprio a Forza Italia.

Meno netti gli scenari futuri per il deputato latianese Antonio Gaglione, che intanto ieri, fedele a se stesso, ha votato contro la fiducia al governo: "Ho votato no - ribadisce - ma ho fatto un discorso. Siccome abbiamo un governo in carica, da persona del Sud mi auguro che il governo faccia qualcosa per il Mezzogiorno soprattutto sul fronte della occupazione, del lavoro. E in questa direzione mi auguro che gli equilibri rimangano saldi". Insomma, innanzitutto, il bene del Paese. E se l'esecutivo dovesse lanciare qualche proposta convincente in questa direzione, non è detto che Gaglione voti contro per partito preso. La elezione dal Partito democratico, non sarà una pregiudiziale. Anche perché il divorzio dal Pd, in questo caso sì, è roba vecchia e logora, di quelle senza ripensamenti.

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