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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Ostuni, canile off limits per le opposizioni: blitz e polemiche

OSTUNI - Blitz di un gruppo di consiglieri comunali presso il Canile. Ma il gestore non apre i cancelli. Sebbene annunciata e preventivamente concordata, la visita di una delegazione dei consiglieri dell’opposizione presso la struttura è stata di fatto negata: “Senza l’autorizzazione del Comune qui dentro non potete mettere piede. Queste le direttive dal dirigente dell’Ufficio Ambiente, Federico Ciraci. Né ho ricevuto comunicazioni diverse dall’assessore competente, Giuseppe Santoro”.

OSTUNI - Blitz di un gruppo di consiglieri comunali presso il canile. Ma il gestore non apre i cancelli. Sebbene annunciata e preventivamente concordata, la visita di una delegazione dei consiglieri dell'opposizione presso la struttura è stata di fatto negata: "Senza l'autorizzazione del Comune qui dentro non potete mettere piede. Queste le direttive dal dirigente dell'Ufficio Ambiente, Federico Ciraci. Né ho ricevuto comunicazioni diverse dall'assessore competente, Giuseppe Santoro".

Questa la stringata giustificazione resa dal gestore dell'impianto, Antonio Semeraro, per nulla intenzionato a spalancare le porte ai consiglieri Ernesto Camassa, Antonio Molentino (entrambi Udc) e Christian Continelli (Pdl), presentatisi all'ingresso e rimasti oltre l'uscio: "Un fatto gravissimo", commentano gli stessi: "Negare a un consigliere, nell'esercizio delle sue funzioni, di eseguire un sopralluogo all'interno di una struttura di proprietà comunale, è un comportamento inammissibile sotto il profilo della legittimità e poco trasparente sul piano gestionale".

Vanno oltre i tre consiglieri e attaccano: "Un comportamento tanto più ingiustificato e inspiegabile se si tiene conto che avevamo preventivamente informato il gestore del canile della nostra visita, concordando con lo stesso il giorno del sopralluogo. Nonostante tale premura, ci è stata negata l'opportunità di esercitare una sacrosanta azione di osservazione e valutazione che attiene alle funzioni di ogni singolo consigliere. A questo punto, oltre ai limiti di un servizio che oggettivamente abbiamo già avuto modo di riscontrare, cosa dovremmo pensare in merito al funzionamento della struttura? Ci sorgono dubbi e sospetti, come è naturale che sia di fronte alla negazione del più elementare diritto di verifica e accertamento della legalità".

Perplessità frutto anche del diniego: "Tutti i consiglieri comunali, siano essi di maggioranza o di opposizione, ricoprono un ruolo di controllo e vigilanza sull'attività amministrativa. Compito che ci è stato impedito. Di tanto più di qualcuno sarà chiamato a rispondere e a fornire spiegazioni", tuonano i tre rappresentanti dell'opposizione.

Ma quali le ragioni che avevano spinto Camassa, Molentino e Continelli ad accertare le condizioni del canile? "Avevamo ricevuto diverse lamentele da parte dei cittadini, in riferimento alle difficoltà di accesso all'impianto. Non solo. Altri ci avevano segnalato condizioni di sovraffollamento avanzando riserve circa le condizioni igienico sanitarie. Da qui la decisione di eseguire un sopralluogo finalizzato all'accertamento delle condizioni di ricovero dei cani ospitati all'interno della struttura. Il fatto che il gestore abbia ritenuto di negare tale verifica, oltre a confermare le reali difficoltà di accesso denunciate dai cittadini interessati all'adozione delle bestiole, palesa un comportamento che sa di tutto, tranne che di serenità e trasparenza. Alla questione andremo in fondo".

L'impianto dal 2009 è gestito da un'azienda privata: "I giardini di Pluto" di Carovigno, impresa aggiudicataria della gara ed incaricata di occuparsi per due anni della gestione del canile sanitario e rifugio sanitario comunale di Ostuni, sito in contrada Barbagianni, lungo la provinciale per Cisternino. Attualmente la struttura può ospitare 90 randagi. Già in occasione di un sopralluogo dei Nas, eseguito lo scorso anno, ne furono riscontrati 120. Per i cani in esubero fu individuata una collocazione alternativa, presso l'impianto privato di Carovigno, gestito dalla stessa società "I Giardini di Pluto".

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