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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Mantovano: “Dalla maggioranza sì al riconoscimento del permesso temporaneo”

ROMA – Un faccia a faccia di mezzora, tra il sottosegretario dimissionario e il Premier. Poi l’annuncio, reso dall’ex (forse ancora per poco) vice di Maroni: «Si registra positivamente la disponibilità condivisa dell'intera maggioranza del riconoscimento del permesso temporaneo che consenta di governare molto meglio e con maggiore equilibrio e tranquillità la vicenda di coloro che sono sul territorio nazionale». Queste le parole di Alfredo Mantovano, al termine dell’ incontro a palazzo Grazioli con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e insieme con il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Al momento - ha concluso Mantovano - siamo in attesa che Maroni completi il suo impegnativo lavoro e la sua impegnativa missione a Tunisi e, quando il quadro sarà più chiaro, sulla base dell'accordo raggiunto, si potrà rivedere tutta la questione nel suo insieme”.

ROMA - Un faccia a faccia di mezzora, tra il sottosegretario dimissionario e il Premier. Poi l'annuncio, reso dall'ex (forse ancora per poco) vice di Maroni: «Si registra positivamente la disponibilità condivisa dell'intera maggioranza del riconoscimento del permesso temporaneo che consenta di governare molto meglio e con maggiore equilibrio e tranquillità la vicenda di coloro che sono sul territorio nazionale». Queste le parole di Alfredo Mantovano, al termine dell' incontro a palazzo Grazioli con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e insieme con il sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Al momento - ha concluso Mantovano - siamo in attesa che Maroni completi il suo impegnativo lavoro e la sua impegnativa missione a Tunisi e, quando il quadro sarà più chiaro, sulla base dell'accordo raggiunto, si potrà rivedere tutta la questione nel suo insieme".

Soltanto nella tendopoli di Manduria sono oltre 800 gli immigrati che hanno già presentato istanza per avviare l'iter per l'asilo politico o per ottenere il permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari. Per loro, dunque, si apre una prospettiva, in attesa degli accordi in corso d'opera tra il Governo italiano e quello tunisino. Attorno al Centro di Accoglienza e Identificazione di contrada "Paionè", lungo la provinciale Oria-Manduria, nel pomeriggio è tornata però a salire la tensione, a seguito del divieto a manifestare dinanzi all'ingresso dell'area che ospita la tendopoli contenuto in una ordinanza del Prefetto di Taranto, Carmela Pagano.

Lo si è appreso questa sera in coincidenza con un presidio di solidarietà agli immigrati che era stato organizzato dalla Cgil Puglia. Era presente tra gli altri il segretario generale regionale della Cgil Puglia, Gianni Forte. Il divieto riguarda anche la distribuzione di volantini e qualsiasi attività similare nelle vicinanze del campo. "Si vuole impedire - ha detto Forte - a una organizzazione sindacale di svolgere il proprio ruolo portando sostegno e informazioni ai giovani migranti del campo. Protesto formalmente contro la prefettura e il ministero dell'Interno".

Ingresso vietato alla tendopoli anche per Betty Williams, cattolica, Premio Nobel per la pace nel 1976 (guadagnato in relazione alla guerra civile dell'Irlanda del Nord tra cattolici e protestanti). "E' una vergogna che non mi facciano entrare. L'Italia si è dimenticata di quando emigravano gli italiani, anche gli irlandesi emigravano nel secolo scorso. È una cosa senza senso e non è un atteggiamento umanitario visto che l'Italia sta ospitando queste persone»,a sua denuncia. Williams era accompagnata dal sindaco di Scanzano Ionico (Matera), Salvatore Iacobellis, comune dove si sta cercando di realizzare il progetto di una "Città della pace per i bambini" in un sito che avrebbe dovuto ospitare scorie radioattive.

Secondo quanto riferito da Williams, il prefetto vicario di Taranto, Michele Campanaro, avrebbe motivato il divieto di ingresso con il fatto che l'organizzazione della Williams non è tra quelle accreditate ad entrare. Prima di allontanarsi dalla tendopoli, la Williams si è intrattenuta per alcuni minuti con un gruppo di immigrati che stazionano all'esterno del campo, per poi dirigersi a Bari per incontrare il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Inquietanti, infine, le anticipazioni rese dalla redazione de "Le Iene". Per aver chiesto un bicchiere d'acqua, l'inviato, camuffatosi da emigrante, sarebbe stato preso a fucilate: è quanto sarebbe incredibilmente successo alla Iena Giulio Golia a Manduria, secondo un'anticipazione fornita da Mediaset a proposito di un servizio che andrà in onda domani sera (alle 21.10, su Italia 1) nella trasmissione 'Le Iene Show', con Luca e Paolo e Ilary Blasi.

Secondo quanto si legge nella nota di Mediaset, Giulio Golia, per capire cosa significa essere un immigrato in fuga, si sarebbe spacciato per un tunisino, camuffandosi da profugo. Avrebbe quindi seguito il percorso verso nord che lasciandosi alle spalle il campo di Manduria: "Un viaggio lunghissimo - è detto nella nota - senza cibo e acqua, se non fosse per la gentilezza di molti italiani che, chi con un panino, chi con una bottiglia d'acqua e qualcuno con dei soldi, aiutano, per quanto possono, gli immigrati. Una solidarietà diffusa che la Iena, a suo rischio e pericolo, ha però visto non essere di tutti. Infatti, avvicinatosi ad un'abitazione come tante per chiedere un bicchiere d'acqua, dopo alcuni istanti d'attesa, Golia è stato preso a fucilate dal proprietario, riuscendo, mentre l'uomo era intento a caricare l'arma, a scappare prima di essere colpito".

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