Uomo bruciato: lei chiede i domiciliari

BRINDISI - Chiede di tornare a casa, libera o agli arresti domiciliari Dora Buongiorno, la bracciante agricola di 43 anni che è in carcere dal 23 gennaio scorso per aver ucciso, bruciandolo vivo, l’uomo con cui aveva una relazione da almeno 15 anni e da cui aveva avuto un figlio ora 14enne. Domattina si discuterà davanti al Tribunale del Riesame di Lecce l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato della donna.

Damiano De Fazio

BRINDISI - Chiede di tornare a casa, libera o agli arresti domiciliari Dora Buongiorno, la bracciante agricola di 43 anni che è in carcere dal 23 gennaio scorso per aver ucciso, bruciandolo vivo, l’uomo con cui aveva una relazione da almeno 15 anni e da cui aveva avuto un figlio ora 14enne. Domattina si discuterà davanti al Tribunale del Riesame di Lecce l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato della donna.

Il legale, Roberto Cavalera, ritiene  che sia debole il quadro indiziario a supporto dell’accusa (omicidio volontario con l’aggravante delle premeditazione) e che non sussistano più le esigenze cautelari. L’orrendo omicidio di Cosimo Damiano De Fazio, imprenditore 51enne di Brindisi, risale al 26 dicembre scorso, quando l’uomo sarebbe stato sedato e poi condotto nelle campagne di Mesagne, in contrada Epifani dove la donna, Dora Buongiorno, avrebbe appiccato le fiamme all’amante.

Le ricostruzioni dei poliziotti della squadra mobile, coordinata dal pm Luca Buccheri, sono state possibili grazie al racconto della figlia della donna, la cui testimonianza è stata determinante per tratteggiare lo sfondo di molestie e di violenza in cui il delitto sarebbe maturato. La ragazza, 18 anni, ha fornito indicazioni importanti sul proprio contesto famigliare, spiegando che la madre veniva maltrattata e malmenata.

Nel settembre del 2011, secondo quanto ha riferito la giovane, la donna sarebbe stata perfino legata a un albero, bastonata e poi cosparsa di benzina da De Fazio che non le avrebbe dato poi fuoco solo perche’ impietosito dalle sue richieste. Stando a quanto poi confermato dai primi esiti degli esami tossicologici, De Fazio, nella tarda serata del 26 dicembre scorso sarebbe stato sedato e poi condotto in un luogo isolato dove e’ stato appiccato il fuoco, in corrispondenza dei genitali.

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A casa della donna e’ stata rinvenuta dagli investigatori, durante le perquisizioni, una ricetta medica per la prescrizione di Minias, farmaco che appartiene alla classe delle benzodiazepine. Le analisi, affidate al medico legale Antonio Carusi e al tossicologo Giacomo Greco, hanno infatti rilevato tracce di un farmaco nel sangue della vittima.

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