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Udienza sulla musica nel centro di Brindisi: il Tar respinge l'istanza del Comune

L'ente aveva chiesto di anticiparla a oggi, invece si farà a settembre. I giudici avevano bocciato la delibera che consentiva emissioni sonore fino all'una ogni giorno

BRINDISI - L'Amministrazione Marchionna c'ha provato, ma il Tar di Lecce ha risposto "picche". Come annunciato il 25 luglio scorso, il Comune ha tentato di impugnare il decreto del presidente del Tar Puglia Lecce (seconda sezione), emesso inaudita altera parte (il Comune non si è costituito in udienza) sabato 22 luglio scorso. I giudici salentini avevano decretato lo stop alle emissioni sonore fino all'una di notte dei locali nel centro del capoluogo, limite consentito ogni giorno grazie a un'ordinanza dello stesso ente, risalente al 6 luglio. Le toghe avevano sospeso l'ordinanza, limitatamente all'argomento, dopo il ricorso proposto dal comitato "Civilmente in centro" e altri. I giudici hanno rilevato che l'estensione temporale di validità dell'ordinanza è eccessiva - oltre due mesi -, quando le norme in materia consentono deroghe per attività sporadiche e occasionali.

Il Comune di Brindisi, rappresentato e difeso dagli avvocati Emanuela Guarino e Monica Canepa, ha chiesto di anticipare al 27 luglio 2023 (cioè, a oggi), la camera di consiglio dedicata al caso, camera di consiglio che era stata fissata al 14 settembre 2023, a stagione estiva che si avvia verso la conclusione. Il tentativo di anticipare i tempi e di "salvare" la parte dell'ordinanza che tratta di emissioni sonore è andata però a vuoto. Nel decreto risalente a ieri, i giudici di Lecce, dopo aver richiamato due articoli del codice del processo amministrativo, che parlano di tempistiche, scrivono che "non è assolutamente possibile" anticipare al 27 luglio la camera di consiglio. Insomma, l'istanza di anticipazione è stata respinta senza tanti complimenti.

Per il Tar di Lecce, la deroga alle disposizioni vigenti in materia di diffusione sonora è possibile solo per eventi occasionali e, comunque, non in maniera continuativa, come concepito nell'ordinanza del Comune di Brindisi. Nel decreto del Tar si parla di una "capacità di incidere (in senso negativo) sul bene giuridico-salute tutelato dalle norme in tema di inquinamento acustico [che] è talmente superiore a quella della attività sporadica ed occasionale da non poter in alcun modo esservi assimilata, sia sull'eccesso di potere per carenza di una adeguata istruttoria, non essendo stato fissato alcun limite massimo e non essendo stato valutato (tra l'altro), nella specie, l'effetto cumulativo delle emissioni sonore prodotte contestualmente dai numerosi esercizi pubblici e locali commerciali con attività all’aperto ubicati nel centro urbano cittadino di Brindisi".

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