Blitz dei carabinieri contro la Scu: 37 arresti per droga, armi ed estorsioni

I carabinieri del comando provinciale di Brindisi hanno dato esecuzione, nel capoluogo e in provincia, a due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Lecce

BRINDISI – Quello che dagli inquirenti viene definito il clan Coffa-Romano riveste un ruolo di primo piano nella doppia inchiesta sugli affari della Scu che stamattina ha portato all’arresto di 37 persone residenti in gran parte a Brindisi, ma anche nei Comuni di Mesagne, San Vito dei Normanni, Carovigno e Oria. I carabinieri del comando provinciale di Brindisi hanno dato esecuzione stamattina (giovedì 13 febbraio) a due ordinanze di custodia in carcere emesse dal gip del tribunale di Lecce, Michele Toriello, su richiesta dei pm della Dda Salentina, Giovanna Cannalire, scaturite da due inchieste condotte rispettivamente dai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale di Brindisi e dai militari del Norm della compagnia di Brindisi. Complessivamente sono 45 le persone raggiunte dal provvedimento restrittivo, cinque delle quali coinvolte in entrambe le operazioni. Oltre ai carabinieri del comando provinciale di Brindisi, hanno preso parte al blitz anche lo squadrone Cacciatori di Puglia, i militari del Reggimento Puglia e i cinofili di Bari, con il supporto di un elicottero. 

I dettagli dell'operazione Synedrium

Nell’ambito dell’operazione condotta condotta dal Nucleo Investigativo, denominata Synedrium, 16 persone devono rispondere del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, mentre altre quattro sono accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanza stupefacente. Sono 22, invece, le persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta parallela condotta dal Norm, denominata Fidelis.

I dettagli dell'inchiesta Fidelis

Le due indagini sono state condotte rispettivamente da novembre 2014 a luglio 2019 e da gennaio 2018 ad aprile 2019 anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali.  La prima inchiesta è stata avviata a seguito dell'omicidio di Cosimo Tedesco, avvenuto l'1 novembre 2014 in piazza Raffaello. La seconda è scaturita dal ferimento di Damiano Truppi, verificatosi la sera del 2 novembre 2017. 

Le dichiarazioni del comandante Carrara: "Le indagate si sostituivano ai congiunti"

In entrambi i casi emerge l’importanza del ruolo svolto dalle donne dei sodalizi criminali ritenuti vicini alla Scu fra i sodali e i leader latitanti o detenuti in carcere, tramite l’utilizzo dei pizzini. Alcuni fogliettini di interesse investigativo, fra l’altro, sono stati rinvenuti anche stamattina, durante le perquisizioni effettuate contestualmente alle notifiche delle ordinenze. I clan si alimentavano principalmente attraverso il traffico di cocaina, hascisc e marijuana e tramite le estorsioni fatti ai danni di imprenditori e di altri sodali, per favorire la latitanza e sostenere i familiari di persone ristrette in carcere. Ricorrendo anche all'uso delle armi, gli indagati riuscivano a esercitare una forza indimidatrice sulle vittime. 

I dettagli delle operazioni sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa presieduta dal comandante provinciale dei carabinieri di Brindisi, colonnello Vittorio Carrara, in presenza anche del comandante del reparto operativo, colonnello Raffaele Federico, del comandante del Nucleo Investigativo, capitano Rolando Giusti, e del comandante del Norm della compagnia di Brindisi, tenente Marco Colì. 

I nomi

Gli arrestati condotti in carcere: Cosimo Andriulo 48 anni, di Brindisi; Marcello Campicelli, 56 anni, di Brindisi; Pamela Cananrile, 32 anni, di Brindisi; Luigi Carparelli, 30 anni, di San Vito dei Normanni; Vitantonio Cocciolo, 26 anni, di Brindisi; Alessandro Coffa, 37 anni, di Brindisi (detenuto nel carcere di Taranto); Angela Coffa, 29 anni, di Brindisi; Annarita Coffa, 40 anni, di Brindisi; Francesco Coffa, 37 anni, di Brindisi; Francesco Coffa, 39 anni, di Brindisi ( detenuto nel carcere di Lecce); Marco Curto, 36 anni, di Brindisi; Fabrizio D'Angelo, 48 anni, di Brindisi; Giovanni De Benedictis, 24 anni, di San Vito dei Normanni (detenuto presso il carcere di Lecce).

Renato De Giorgi, 52 anni, di Brindisi (detenuto nel carcere di Ioannina in Grecia); Rosaria Lazoi, 58 anni, di Brindisi; Abele Martinelli, 50 anni, di Brindisi; Giovanni Patisso, 56 anni, di Oria; Maria Petrachi, 33 anni, di Brindisi; Nicola Pierri, 51 anni, di Brindisi; Alessandro Polito, 39 anni, di Brindisi ( detenuto nel carcere di Bari); Giuseppe Prete, 28 anni, di San Vito dei Normanni; Cosimo Remitri, 29 anni, di San Vito dei Normanni (detenuto nel carcere di Lecce); Alessio Romano, 35 anni, di Brindisi (detenuto nel carcere di Brindisi); Andrea Romano, 34 anni, di Brindisi (detenuto nel carcere di Voghera); Vito Simone Ruggiero, 30 anni, di Brindisi; Stasi, 37 anni, di BrindisiSalvatore Mario Volpe, 25 anni, di Brindisi.

Gli arrestati ai domiciliari: Gianluca Volpe, 23 anni, di Brindisi; Francesco Soliberto, 34 anni, di Brindisi; ; Giovanni D'Amico, 27 anni, di Tuturano; Anna Gianniello, 39 anni, di Brindisi; Piero Lo Monaco, 27 anni, di Carovigno; Monica Mangione, 48 anni, di Brindisi; Enrico Mellone, 41 anni, di Mesagne; Cosimo Schena, 48 anni, di Brindisi; Ivano Cannarile, 37 anni, di Brindisi
 

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Articolo aggiornato alle ore 13.16 

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