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Cronaca

Cocaina a Brindisi: la distribuzione in città ricostruita dall'indagine "Square"

I dettagli dell'inchiesta dei carabinieri che ha portato a 16 arresti il 30 gennaio 2023: i rifornimenti, la logistica e l'attività di spaccio al dettaglio nelle piazze del capoluogo adriatico

BRINDISI - I rifornimenti di cocaina, lo stoccaggio e poi le varie cessioni: l'indagine "Square", condotta dalla sezione operativa del Nor della compagnia carabinieri di Brindisi, ricostruisce una parte dello spaccio di "bianca" nella città di Brindisi. Il lavoro dei militari, coordinati dal pm Luca Miceli della Procura del capoluogo adriatico, ha portato i suoi frutti: 16 arresti effettuati il 30 gennaio 2023. Sette persone sono sono finite in carcere e nove ai domiciliari, mentre tre erano già detenute. L'indagine ha cristallizzato vari episodi di acquisto e cessione di stupefacenti, episodi avvenuti tra settembre 2020 - mese in cui è stata avviata l'indagine - e luglio 2021. I soggetti coinvolti sono tutti brindisini. Alcuni sono vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, altri no. L'ordinanza di custodia cautelare, 170 pagine ricche di dettagli, è stata firmata dal gip Barbara Nestore del Tribunale di Brindisi.

Gli arrestati

E' stata applicata la custodia cautelare in carcere nei confronti di: Antonio Sgura (59 anni, di Brindisi); Roberto Sgura (35 anni, di Brindisi); Nicola Chirico (54 anni, di Brindisi); Teodoro D'Agnano (29 anni, di Brindisi); Giovanni Del Monte (43 anni, di Brindisi); Sergio Guarnaccia (46 anni, di Brindisi); Dionisio Livera (45 anni, di Brindisi). Disposti i domiciliari nei confronti di: Simone Chiechi (29 anni, di Brindisi); Francesco Palazzo (44 anni, di Brindisi); Raffaele Perugino (52 anni, di Brindisi); Nicolò Iaia (25 anni, di Brindisi); Francesco De Napoli (45 anni, di Brindisi); Sigfrido Capodieci (50 anni, di Brindisi); Roberto Corsano (50 anni, di Brindisi); Cosimo Grassi (39 anni, di Brindisi); Francesco Pennetta (45 anni, di Brindisi). L'indagine è un mix di metodi tradizionali e tecnologie: a pedinamenti e controlli si sono affiancate attività di captazione.

Genesi dell'indagine

L'indagine "Square" prende avvio da un altro procedimento, che aveva fatto luce su un capillare giro di droga sempre a Brindisi. Nel corso di tale indagine, era emerso il presunto ruolo di Antonio e Roberto Sgura, padre e figlio, ritenuti dagli inquirenti coinvolti in un "fiorente traffico di cocaina", si legge nell'ordinanza dell'indagine "Square". Con intercettazioni, telefoniche e ambientali, e attività di polizia giudiziaria, i carabinieri hanno ricostruito le presunte attività illecite degli indagati. Sarebbe Nicola Chirico colui che cedeva la cocaina agli Sgura, i quali, successivamente, la passavano ad altri soggetti indagati per lo spaccio al dettaglio. Chirico e i due Sgura, stando a quanto emerso dall'indagine, si incontravano in un casolare in una contrada brindisina. Il padre era in auto, il figlio in moto, ritornavano in città con il metodo della "staffetta" per conservare lo stupefacente acquistato in un locale di proprietà degli Sgura. Il modus operandi era consolidato, la prudenza massima: poche parole, battute veloci e riferimenti velati.

Arresti importanti

Tutti questi accorgimenti serviranno a poco: l'8 marzo 2021 Sgura padre e figlio vengono arrestati e trovati in possesso di oltre un chilo di cocaina. Cosa era successo? Gli Sgura e Chirico si incontrano in piazza Raffaello (luogo che ritornerà spesso nell'indagine, non a caso denominata "Square"). Poi la scena si sposta in una contrada fuori Brindisi. Decisive le immagini degli impianti di videosorveglianza, che inquadrano la cessione dello stupefacente. Ad approvvigionamento avvenuto, padre e figlio fanno ritorno a Brindisi. Ad attenderli, nei pressi del luogo dove avrebbero dovuto occultare quella che si rivelerà essere cocaina, gli inquirenti. L'azione degli investigatori ha risultati positivi. Questo è un episodio dirimente, perché conferma agli inquirenti quanto ipotizzato. Le precauzioni sono state prese, ma alla fine tutto si è risolto in due arresti e nel sequestro dello stupefacente.

Una prassi ben rodata

Naturalmente, se da un lato c'è l'approvvigionamento, dall'altro c'è la cessione a terzi, che a loro volta la consegnano ai clienti. Anche in questi casi, gli indagati prendono varie precauzioni, ma gli investigatori sono lì, pronti a registrare i vari movimenti. La prassi è ben rodata: brevi contatti de visu o telefonici con gli acquirenti; ingresso nello stabile dove era custodita la cocaina; recapito della droga nelle mani dei presunti pusher. Infatti, Roberto Sgura dirà a un altro indagato: "Su questo lavoro ci vuole organizzazione, capito"? Sempre Sgura consiglierà allo stesso indagato di scegliersi bene i clienti, "pochi, sicuri". Naturalmente ogni business ha dei problemi: qualcuno si lamenta della qualità della cocaina, qualcun'altro dei momentanei scarsi ricavi. Pare esserci un rapporto di fiducia tra venditori e acquirenti, che comunque saldano sempre il proprio debito, magari a rate. Come detto, l'operazione "Square" ricostruisce la filiera, la distribuzione della cocaina a Brindisi, un traffico definito fiorente. Ad arginarlo, ci pensano le indagini delle forze dell'ordine, grazie ad attività tradizionali e a strumenti investigativi come le intercettazioni, che si rivelano ancora un'arma formidabile nei confronti della criminalità.

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