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Erosione costiera, Lido Cerano chiude battenti: "Non ci sono le condizioni per lavorare"

A nulla sono servite le continue richieste di intervento agli "organi competenti"a nulla è servita la petizione avviata dai titolari cui hanno aderito centinaia ai cittadini: quest'anno Lido Cerano non apre

CERANO – A nulla sono servite le continue richieste di intervento agli “organi competenti”, richieste di aiuto per salvare uno storico stabilimento balneare dall’erosione costiera, a nulla è servita la petizione avviata dai titolari cui hanno aderito centinaia ai cittadini: quest’anno Lido Cerano non apre. “Non ci sono le condizioni, le spese supererebbero le entrate”.

Una scelta sofferta quella dei due gestori, Vito e Francesco Giannone, due fratelli di Tuturano che da qualche anno hanno assunto le redini dell’attività di famiglia fondata nel lontano 1965. Un’attività che ha sempre dato lustro al territorio, alla costa brindisina con apprezzabili ricadute nel settore occupazionale. Si trova a ridosso del Bosco di Cerano, un’area naturale protetta di 1300 ettari della Regione Puglia che ricade nel territorio di Brindisi e San Pietro Vernotico. sul mare e immerso nel verde. Ma anche ai piedi della Centrale termoelettrica Federico II la cui presenza, però, considerando il successo che ha sempre riscosso il lido, non ha mai influito sull’andamento della gestione. Ogni anno c’è stato il “tutto esaurito” tra cabine e ombrelloni. 

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Con la chiusura di Lido Cerano, quindi, quest’anno centinaia di villeggianti non avranno più il loro lido di riferimento, il posto sul mare dove bambini sono diventati adulti e nonni e dove ora crescono i loro nipotini. Con la chiusura di Lido Cerano più di qualcuno non avrà un posto di lavoro che seppur stagionale garantiva entrate sicure. “Senza considerare tutti i fornitori – aggiunge Vito Giannone – non avremmo mai voluto prendere questa decisione, le ricadute negative sono tante ma quest’anno non si poteva più rischiare. La costa si è ridotta considerevolmente e senza interventi concreti che fermino l’azione del mare non si può pensare che la situazione potrà mai migliorare”.

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Come già raccontato in altri servizi che hanno raccolto lo sfogo e la richiesta di aiuto dei due giovani imprenditori tuturanesi, la zona prospiciente Cerano dovrebbe essere interessata dall’installazione di barriere, Enel si sarebbe resa disponibile a cofinanziare i lavori ma il progetto deve essere redatto e presentato dal Comune che ha competenza sul territorio. In questo caso San Piero Vernotico. I fratelli Giannone da anni incontrano le amministrazioni che si sono susseguite nel tempo ricevendo solo promesse. Ad oggi nessuno si è interessato alla questione e lo storico Lido Cerano ha chiuso battenti.

“Naturalmente la speranza è sempre che le cose cambino, che qualcuno si muova che per il prossimo anno vengano costruite le barriere, è a rischio tutta la costa non solo la parte interessata dal lido, il Belvedere non c’è più, bisogna tenere presente che i frangiflutti che si trovano nella zona di Campo di Mare contribuiscono ad aumentare e velocizzare l’azione delle mareggiate nelle aree senza barriere. È un fatto naturale, il mare deve trovare il suo sfogo. Per questo gli interventi si rendono sempre più urgenti”. 

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