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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Estorsioni della Scu, gli indagati in carcere in silenzio davanti al gip

Si sono svolti oggi, giovedì 23 giugno, gli interrogatori di sei arrestati, che hanno scelto di non rispondere alle domande. Il blitz risale al 21 giugno

Dopo gli arresti del 21 giugno scorso, colpo inferto alla Sacra Corona Unita brindisina ramo racket, oggi - giovedì 23 giugno - si sono tenuti gli interrogatori di convalida di sei indagati ristretti agli arresti domiciliari. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. E' il caso del presunto capo del sodalizio, il 39enne brindisino Ivano Cannalire, difeso dagli avvocati Cosimo Lodeserto e Giuseppe Guastella. Anche Antonio Camon (62 anni, di Brindisi, difeso dall'avvocato Luigi De Franco), Maurizio Cannalire (62 anni, di Brindisi, difeso dall'avvocato Luca Leoci) e Angelo De Fazio (47 anni, di Brindisi, difeso dall'avvocato Paolo D'Amico) hanno preferito non rispondere alle domande. In silenzio anche Daniele Palma (42 anni, di Brindisi) e Fabio Sciarra (40 anni, di Brindisi), difesi entrambi dall'avvocato Giuseppe Guastella. Gli indagati sono comparsi davanti al gip del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine. L'indagine denominata "Nexus" è stata condotta dalla sezione operativa del Norm della compagnia dei carabinieri di Brindisi. Martedì 21 giugno 2022, dieci persone sono state arrestate, ma gli indagati sono 21 complessivamente.

Le estosioni della Scu a Brindisi

Specializzati in estorsioni

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il presunto sodalizio sarebbe stato dedito a reati contro il patrimonio: estorsioni e rapine, perlopiù. Il core business era il racket. Nei capi d'imputazione vengono elencati tentativi andati a buon fine, ma anche quelli che si sono conclusi con un nulla di fatto. E' il caso di una tentata estorsione ai danni di due imprenditori che gestiscono una concessionaria. Prima, la lettera inviata con la richiesta estorsiva: 200mila euro. Poi, i proiettili contro la vetrata dell'attività. Infine, due auto a fuoco. Ma per fortuna i titolari non solo non si piegano, ma decidono di denunciare. Nel mirino degli indagati c'era anche l'attività di guardiania ai grandi eventi che si tengono a Brindisi nel 2018. Due in particolare: il Wine Festival e il Salone Nautico - Snim. In realtà non ci riusciranno, si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, "per cause indipendenti dalla loro volontà e in particolare per l'intervento di [...] che bloccava l'iniziativa estorsiva, in quanto, in base ad evocati accordi malavitosi, era stato designato lui stesso quale gestore dei servizi di guardiania presso il porticciolo turistico di Brindisi", dove si tiene lo Snim.

Piccoli imprenditori e slot machine

Poi non mancano i "pensieri", da corrispondere ai carcerati. Sono stati taglieggiati il gestore di una pescheria e due imprenditori edili locali, tra gli altri. Nelle ricostruzioni degli investigatori è importante il ruolo di vari collaboratori di giustizia. Le loro dichiarazioni hanno inquadrato Ivano Cannalire nella Sacra Corona, facente parte del gruppo che fa capo a Francesco Campana (non coinvolto in questa indagine). Da quest'ulltimo Cannalire - che ha la dote di "quinta" nella Scu - avrebbe ricevuto il beneplacito a compiere le estorsioni a Brindisi. Il clan si sarebbe buttato a capofitto nell'attività. Un esempio: con minacce e azioni violente hanno costretto un dipendente di una società del ramo slot machine a consegnare loro la somma di 3mila euro entro il 28 di ogni mese. Capita però che questo dipendente non possa pagare la somma accordata. Succede nel marzo 2018: il malcapitato si sente rivolgere diverse frasi minacciose, "Ivano in testa ti deve sparare, sai! Cristiani di Oria stanno venendo a casa tua". 

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