Cronaca Fasano

Finanziere fasanese in servizio scomparso nel 2019, i giudici: "Non è un disertore"

Lo ha stabilito il gup presso il tribunale militare di Napoli prendendo atto della mancata prova che l'imputato, scomparso a Monopoli, sia stato messo a conoscenza di un procedimento a suo carico

Pietro Conversano, appuntato fasanese della Guardia di Finanza in servizio a Monopoli, scomparso il 13 febbraio 2019, non è un disertore.

E' quanto ha stabilito il gup presso il Tribunale militare di Napoli. Il giudice infatti avrebbe preso atto di quanto stabilito dalla recente riforma Cartabia: mancando la prova che l'imputato, difeso dall'avvocato Antonio La Scala, sia stato messo nelle condizioni di conoscere l'esistenza di un procedimento penale a suo carico, "ha rinviato l'udienza al 20 dicembre -  spiega il legale dell'uomo - al solo fine di emettere una sentenza di non doversi procedere per impossibilità ad instaurare correttamente il contraddittorio".

In questo modo, "l'originaria richiesta di rinvio a giudizio per il reato di diserzione avanzata dalla Procura Militare di Napoli non potrà essere più esaminata dal Tribunale militare, salvo che il militare venga rintracciato vivo. Ciò ovviamente comporterà per la polizia giudiziaria l'obbligo di rintraccio del militare per la notifica della sentenza". L'altra imputazione, di omessa presentazione in servizio, era stata invece già archiviata dal gip militare.

Conversano, 51 anni, è sparito nel nulla dal 13 febbraio 2019, quando era uscito di casa riferendo di doversi recare al lavoro. Da allora di lui non si sono avute più notizie: le ricerche sono rimaste senza esito, così come gli appelli lanciati dai familiari. Nel luglio 2020, le speranze vennere riaccese grazie a un presunto avvistamento dell'uomo in Abruzzo (leggi l'articolo).

Gli stessi familiari, presenti oggi in aula, hanno espresso soddisfazione per aver concluso almeno la vicenda penale senza che alcuna sentenza possa stabilire che il militare sia un disertore. "Una parte di un incubo che dura da più di 4 anni è finita - ha dichiarato la moglie Katia - anche per i miei figli è importante sapere che nessuno potrà mai più dire che il padre sia un disertore. Ora spero sempre che ci sia un nuovo imput nelle ricerche per sapere finalmente cosa sia successo a Pietro; con l'avvocato La Scala al mio fianco sono certa che prima o poi riusciremo ad avere una risposta".

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