Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Furti di gasolio destinato alla centrale Federico II: sette indagati

Operazione dei carabinieri della compagnia di Brindisi all'alba di oggi (giovedì 20 maggio). In sei ai domiciliari, sono autotrasportatori

BRINDISI - Diversi furti di carburante, gasolio, commessi tra giugno e novembre dello scorsco anno, scoperti dai carabinieri della compagnia di Brindisi. E' l'operazione "Oro nero". All'alba di oggi (giovedì 20 maggio) i militari - coadiuvati dai colleghi di Taranto, Massafra, Martina Franca e Castellaneta - hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone. Il gip del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, ha disposto gli arresti domiciliari per sei indagati, tutti autotrasportatori. A coordinare le indagini ci ha pensato il pm Pierpaolo Montinaro della Procura di Brindisi. Gli indagati sono tutti originari del Tarantino, in particolare del capoluogo, di Massafra, Palagianello e Monteiasi. Uno di loro è in stato di libertà. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati questa mattina durante una videoconferenza (foto sotto).

conferenza stampa carabinieri oro nero-2

Le indagini

Il gasolio era destinato alla centrale termoelettrica "Federico II" di Brindisi, di proprietà della Enel Produzione Spa. I sette sono indagati per furto aggravato di carburante, con le aggravanti di aver commesso il fatto avvalendosi di mezzi fraudolenti. Il gasolio, inoltre, erano destinato al pubblico servizio ed è stato sottratto a una infrastruttura indispensabile per il funzionamento dell'impianto di produzione di energia elettrica. Le indagini sono partite grazie a un esposto presentato da Enel Produzione Spa nel febbraio 2020. Erano stati registrati, infatti, consumi abnormi di carburante, non commisurati al normale esercizio della centrale elettrica. L'indagine "Oro nero", coordinata dal magistrato Pierpaolo Montinaro, è stata condotta dagli ufficiali di polizia giudiziaria del Nor - sezione operativa della compagnia carabinieri di Brindisi. Le tempistiche: da giugno a novembre 2020 gli investigatori hanno scoperto ben 35 episodi di furto.

Gli indagati ai domiciliari

Di seguito i nomi di sei indagati, agli arresti domiciliari, coinvolti nell'inchiesta: Giovanni Amatulli, 29 anni (nato a Mola di Bari e residente a Taranto); Giuseppe Gentile, 43 anni (nato a Taranto e residente a Massafra); Carmelo Laiola, 54 anni (nato e residente a Palagianello); Andrea Matarrese, 22 anni (nato e residente a Taranto); Franco Saracino, 58 anni (nato a Torino e residente a Monteiasi); Antonio Sciarra, 63 anni (nato a Foggia e residente a Taranto).

Il video dell'operazione

Il modus operandi

Gli investigatori hanno ricostruito il modus operandi degli indagati. Enel Produzione Spa acquista normalmente il gasolio direttamente dalla raffineria Eni di Taranto. Il carburante è destinato ad apparecchiature ausiliare e ai motori, indispensabili per il funzionamento della centrale elettrica. Da Taranto a Brindisi, il gasolio viene trasportato a bordo di autoarticolati dotati di cisterna. I volumi mensili del trasposrto sono ingenti, si parla di circa 3.340 tonnellate (pari a circa 4mila metri cubi). Eni provvede alla fornitura con un servizio appaltato a una società. Quest'ultima, a sua volta, si avvale di altri trasportatori locali del Tarantino. Alcuni di questi sono indagati nell'operazione "Oro nero". Sono almeno tre i modi individuati dai carabinieri attraverso i quali gli indagati avrebbero sottratto il gasolio. Alcuni tra gli indagati trasferivano parte del gasolio dalla cisterna di un autoarticolato a quello di un altro che aveva già concluso le operazioni di scarico. Altrimenti avveniva il trasferimento di parte del gasolio dalla cisterna di un articolato, in fase di scarico alla centrale elettrica, al serbatoio di alimentazione della motrice dello stesso automezzo oppure a quello della motrice di altra autocisterna di altri correi. Infine, terza metodologia, gli indagati facevano aumentare artificiosamente il peso lordo dell'autocisterna nascondendo, a bordo della stessa, vari recipienti contenenti acqua oppure altri oggetti (secchi in plastica e in metallo, estintori portatili in dotazione all’autocisterna per esempio), per poi scaricarli a terra nell'area della centrale destinata alla pesa, al fine di poter sottrarre un quantitativo di gasolio corrispondente al peso aumentato, così alterando fraudolentemente le operazioni di pesatura dell'autocisterna all'ingresso e all'uscita del sito industriale.

Il sistema

Non sono episodi sporadici, tutt'altro. Gli investigatori hanno scoperto almeno 35 casi di furti di gasolio. In ogni episodio venivano sottratti non meno di 80 litri per ciascun carico trasportato. Le indagini dei carabinieri hanno stoppato questa pratica fraudolenta. In un caso, hanno proceduto all'arresto in flagranza di reato di un 28enne di Taranto, incensurato, con il contestuale sequestro di 8.660 litri di gasolio indebitamente sottratto dalla centrale Federico II, nonché alla denuncia per il medesimo reato di furto di un 42enne di Massafra. Il gasolio, una volta sottratto, veniva utilizzato come carburante per gli autoarticolati, ma le indagini sono ancora in corso. Non si esclude che il furto di gasolio potesse avere altre finalità. Gli indagati non agivano tutti insieme, ma massimo due soggetti per volta, per questo motivo non è stato contestato loro il reato di associazione per delinquere.

Articolo aggiornato all 11:30
 

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