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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca

Inerzia degli enti, il Comune di Brindisi fa chiudere il locale MammAnna

L'immobile dove sorge l'attività è stato acquistato all'asta giudiziaria come "locale commerciale", ma poi si è scoperto che la classificazione era errata. Scambio di diffide e istanze tra i legali della società e Soprintendenza e Municipio, ma alla fine arrivano i sigilli. Dodici famiglie a casa

BRINDISI - Sigilli al locale MammAnna di Brindisi, attività chiusa e dodici famiglie a casa. E' il risultato di una intricata vicenda burocratica che vede al centro l'immobile che ospita la pizzeria, palazzo Scolmafora. L'immobile, acquistato dalla sorella del gestore del locale a un'asta giudiziaria nel 2019, era classificato come locale commerciale. Peccato che la classificazione fosse errata. Ne è nato un lungo e difficile contenzioso che vede da un lato la proprietà del locale e gli avvocati e dall'altro la Sopritendenza e il Comune di Brindisi. L'inerzia degli enti, lamentano gli avvocati, ha portato ieri, 3 novembre, ai sigilli apposti al locale.

Provando a ripercorrere brevemente le tappe fondamentali della vicenda, viene fuori un quadro in cui un'attività commerciale fiorente viente stritolata dalle maglie burocratiche e amministrative. E' il 2019, si svolge un'asta giudiziaria presso il Tribunale di Brindisi. Palazzo Scolmafora, che sorge nei pressi delle Colonne a Brindisi, viene acquistato. E' classificato come locale commerciale. Gli acquirenti decidono di aprire un'attività di ristorazione. Si preparano e progettano.

sigilli Mamm'Anna

Bisogna presentare, come per ogni locale, la Scia, ma il Comune annulla. Si scopre, nel frattempo, che la classificazione di locale commerciale è errata. Entra in ballo anche la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto. Per gli avvocati che assistono la famiglia proprietaria dell'esercizio commerciale, "di fatto la Soprintendenza, non esercitando la prelazione ex art. 61, ha ritenuto di fatto l’immobile in oggetto non di interesse storico artistico".

C'è un vorticare di carte bollate. Comune e Soprintendenza sembrano non comunicare. Infatti, i legali dei proprietari chiedono alla Soprintendenza il rilascio del parere paesaggistico. Passo successivo, sarebbe la concessione in sanatoria da parte del Comune di Brindisi e cambio di destinazione d'uso per il locale. C'è stato, infatti, nell'aprile 2022, un sopralluogo congiunto dei due enti. Ma la rottura è l'ordinanza numero 13 del 2021 del Comune di Brindisi del 7 settembre 2021, con la quale l'ente dispone la cessazione dell'attività. Attività che è stata poi chiusa, sigilli alla porta d'ingresso, proprio ieri.

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