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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca San Pietro Vernotico

Spaccio, operazione "Quota 167": conclusi gli interrogatori di garanzia

Nella mattinata di oggi, lunedì 2 maggio, sono stati ascoltati i due indagati posti ai domiciliari Matteo Sorio e Fabrizio Caputo e i due sottoposti alla misura dell’obbligo di firma

SAN PIETRO VERNOTICO - Conclusi gli interrogatori di garanzia dell’operazione dei carabinieri “Quota 167” che il 26 aprile scorso portò all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare per reati legati allo spaccio prevalentemente di marijuana e cocaina. Nella mattinata di oggi, lunedì 2 maggio, sono stati ascoltati i due indagati posti ai domiciliari Matteo Sorio e Fabrizio Caputo e i due sottoposti alla misura dell’obbligo di firma. Le accuse sono di spaccio di sostanza stupefacente continuato in concorso. Il 28 aprile scorso furono ascoltati i sei ristretti in carcere: i fratelli Gimmi e Fabrizio Annis, Massimiliano De Marco, Raffaele Pietanza, Simone Elia e Cesare Sorio. 

Matteo Sorio (fratello di Cesare), difeso dall’avvocato Francesco Cascione ha negato gli addebiti, difendendosi e spiegando di non aver mai spacciato. Secondo quanto riportato dal Gip nell’ordinanza di custodia cautelare, anche se risponde di un solo episodio “compare più volte nella vicenda in esame al fianco del fratello Cesare (Alberto), non solo spacciando le dosi che l’altro gli fornisce, ma collaborando al recupero dello stupefacente dai luoghi di occultamento in assenza di Elia e, sempre mostrandosi disposto ad aiutare Alberto nello spaccio”. 

I dettagli dell'operazione 

Caputo, difeso dall’avvocato Dario Budano, si è avvalso della facoltà di non rispondere scegliendo, però, di rendere dichiarazioni spontanee e riferendo di essere estraneo ai fatti. Secondo il Gip gestiva un proprio settore nello spaccio di marijuana per conto di un parente. 

Gli altri due indagati, sottoposti all’obbligo di firma per due volte al giorno presso la stazione dei carabinieri di San Piero, difesi dall’avvocato Giacomo Serio, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Questi ultimi avrebbero ricoperto il ruolo di “pali”. 

L’operazione dei carabinieri di San Pietro Vernotico, denominata “Quota 167” dal nome della contrada dove vivono due degli indagati, ha permesso di portare alla luce una fiorente attività di spaccio tra i territori di San Pietro Vernotico e Cellino San Marco che si è protratta per oltre un anno ed operata con cadenza quasi giornaliera. Gli episodi di cessione e approvvigionamento della droga monitorati dai militari attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche mostrano un’attività continua e capillare che ha coinvolto individui appartenenti diversi strati sociali. 

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