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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Anci/ Montezemolo: “Voltare pagina”

BRINDISI – “L'Italia merita di meglio della triste caricatura che ogni giorno viene raccontata alla nazione e al mondo dalle nostre cronache politiche. Occorre, dunque, voltare pagina, ricostruire, ritrovare la speranza. È questo che chiedono gli italiani alle classi dirigenti civili, politiche ed economiche del nostro Paese”. Da Sant’Apollinare il monito del presidente della Ferrari e della Fondazione Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo. C’era attesa per il suo intervento all'Assemblea dell'Anci. E stamane dal palco allestito presso gli ex stabilimenti Montecatini non è stato tenero con la classe politica e di governo.

BRINDISI - "L'Italia merita di meglio della triste caricatura che ogni giorno viene raccontata alla nazione e al mondo dalle nostre cronache politiche. Occorre, dunque, voltare pagina, ricostruire, ritrovare la speranza. È questo che chiedono gli italiani alle classi dirigenti civili, politiche ed economiche del nostro Paese". Da Sant'Apollinare il monito del presidente della Ferrari e della Fondazione Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo. C'era attesa per il suo intervento all'Assemblea dell'Anci. E stamane dal palco allestito presso gli ex stabilimenti Montecatini non è stato tenero con la classe politica e di governo.

Ad ascoltarlo i sindaci d'Italia, riuniti a congresso: "Credo che in un momento come questo vi sia bisogno del contributo di tutti anche sul piano delle soluzioni concrete.

La pretesa di autosufficienza della politica non basta più. I comuni rappresentano strumenti di prossimità tra cittadini e cosa pubblica e non possono in alcun modo essere indeboliti, se non a rischio di un indebolimento più generale della nostra comunità nazionale". Per Montezemolo sia i piccoli Comuni sia i grandi hanno rappresentato "una potentissima forza di coesione. Una forza senza la quale probabilmente la nostra nazione non avrebbe conservato la sua unità".

"Il federalismo - ha aggiunto - non può essere lo strumento per trasferire l'inefficienza e la disorganizzazione dalle amministrazioni statali alle regioni e agli enti locali, ma uno strumento di forte responsabilizzazione dei territori". Montezemlo si dice fiducioso, e volgendo lo sguardo alla platea inquadra la via di uscita: "Vedo tra voi molte eccellenze, tra i molti giovani amministratori, che sono qui in questa sala, è presente una generazione di italiani che costruirà una stagione italiana migliore di quella che stiamo vivendo".

Secondo il presidente della Ferrari l'imprenditore condivide con l'amministratore locale la tenacia, la fiducia nel futuro e il dovere di credere nella propria comunità. Anche quando l'atmosfera generale non incoraggia sentimenti di ottimismo. "Attraverso i comuni - ha poi aggiunto Montezemolo - si può rifondare il patto tra cittadini e cosa pubblica, riequilibrare il rapporto tra Stato e cittadini".

Quindi il j'accuse, contro l'attuale classe di governo: "Sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, la politica troppo a lungo ha raccontato agli italiani due favole uguali e contrarie. Quella secondo la quale tutto andava bene perché l'Italia rappresentava una fortunata eccezione nella crisi mondiale e quella che gettava tutte le responsabilità sulle spalle di un solo colpevole, scomparso il quale sarebbe cominciata una sorta di età dell'oro".

"Due favole - ha detto Montezemolo - smentite dalla realtà, due responsabilità equamente condivise per una sfascio di cui tutti gli italiani stanno pagando le conseguenze". Tuttavia, secondo Montezemolo, l'Italia è più forte di tutto questo: "Saprà certamente risollevarsi dal clima di sfiducia e rassegnazione che intossica la nostra vita pubblica".

Dopo la tumultuosa giornata di ieri - che in un clima infuocato ha segnato la travagliata elezione del sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, alla carica di presidente dell'associazione - i lavori dell'assemblea sono ripresi stamani in un clima più disteso, seppure segnato ancora una volta dall'assenza, nel confronto con gli Enti locali, del Governo.

A partire da ieri avrebbero dovuto fare tappa a Brindisi, insieme al presidente del Senato Renato Schifani (trattenuto a Roma da sopraggiunti impegni) i ministri Raffaele Fitto (assente alla cerimonia di ieri pomeriggio), Roberto Maroni (Interno, assente oggi) e Ignazio La Russa (Difesa).

Ad oggi non si è visto nessuno. Come già accaduto in occasione della Fiera del Levante, anche in questa circostanza i massimi rappresentanti del Governo hanno snobbato l'appuntamento, restando lontani mille miglia dall'evento e privandolo in parte dei fari mediatici che viceversa l'intera cornice, organizzata con orgoglio e sacrifici dall'amministrazione comunale e dalla Città di Brindisi, avrebbe meritato. Anche questo, per inciso, significa far danni e torti alle casse del Mezzogiorno.

Stamane, intanto, proprio uno dei grandi assenti, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha inviato all'assemblea dell'Anci un messaggio di buon lavoro: "Un impegno d'aula mi impedisce di essere tra voi, come pure avrei voluto e avevo programmato, ma vi prego di considerarmi idealmente presente a questa iniziativa, con la quale si celebra non solo il 150mo anniversario dell'Unità d'Italia ma anche i Comuni, istituzione più antica, più radicata nella coscienza e nei sentimenti dei nostri cittadini".

Ed aggiunge: "L'Italia si fa nazione nella gloriosa storia delle libertà comunali, che si affermarono proprio negli anni in cui si andò profilando e costruendo quella identità culturale e linguistica che è il segno distintivo della nostra patria. Il Comune è il primo anello di congiunzione tra cittadino e pubblica amministrazione, vertebra essenziale della struttura istituzionale dello Stato".

"Siamo tutti consapevoli - si legge ancora nel messaggio all'assemblea dell'Anci - che l'attuale crisi finanziaria impone notevoli sacrifici alle realtà locali, ma le identità comunali non saranno cancellate. Oggi stiamo vivendo uno dei passaggi più complessi dell'esperienza repubblicana, un passaggio che richiede responsabilità, senso della misura, coraggio nell'innovazione ed ambizione. Ma così come la storia, anche il futuro del nostro Paese non può prescindere dall'identità dei territori, anche piccoli, che sono parte integrante dell'identità nazionale".

"Il risanamento del bilancio pubblico - ha poi sottolineato nella nota Schifani - va perseguito insieme e non contro il territorio e ciascuno è chiamato a contribuire. Lealtà istituzionale significa anche collaborazione e solidarietà tra tutti e sono sicuro che i Comuni sapranno essere, come nei momenti migliori della nostra storia, in prima linea".

Nel corso della tavola rotonda di stamane, alla quale ha preso parte Montezemolo, è intervenuto il sindaco di Firenze Matteo Renzi: "Siamo consapevoli che il mondo corre e le Istituzioni sono lente. Non viviamo sulla Luna , però siamo altrettanto consapevoli che i problemi centrali e veri del Governo si rinviano, pensando che per la ripartenza possa iniziare dai tagli agli Enti locali".

"Il cambiamento - continua il sindaco di Firenze - deve riguardare l'intero Sistema Paese. Non me la sento di dire ai ragazzi di trent'anni che non avranno la pensione. Di fatto, sottolinea, il nostro paese investe di più per pagare il debito dei nostri genitori piuttosto che investire sul futuro dei giovani. Per Renzi bisogna sì ripartire dai Comuni, ma è necessario anche definire i ruoli. "La discussione sul ridare autonomia ai Comuni - ha concluso Renzi - non è solo su un piano tecnico ma c'è in gioco la dignità dell'impegno politico. Impegno inteso come capacità di dare un futuro e una speranza".

Sul palco anche il sindaco di Torino Piero Fassino: "Non possiamo considerare esaurita la discussione sulla manovra, bisogna approvare al più presto alcuni decreti correttivi, oltre a riscrivere il Patto di stabilità". Per Fassino bisogna riscrivere il sistema delle regole fra Governo e Autonomie locali. Il primo cittadino di Torino ha poi aggiunto che gli enti locali non possono accettare che i finanziamenti per il trasporto pubblico locale siano stati ridotti del 70% e quelli sul welfare del 50-60%: "Quando si riducono le risorse ai Comuni - ha concluso - si interviene sulla carne viva dei cittadini".

Severo anche il giudizio del senatore Enzo Bianco: "Negli ultimi tre anni il legislatore ha fatto cose allucinanti ai Comuni. Non so quanto durerà questa legislatura ma cerchiamo di utilizzare i prossimi mesi per cercare di porre rimedio ad alcuni errori che sono stati fatti". Secondo Bianco l'errore più grave è stato quello di partire con il federalismo fiscale prima di avere definito le funzioni da assegnare a Regioni, Comuni e Province nel contesto della Carta delle autonomie.

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