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"Fondi per la decarbonizzazione: per Brindisi ci sono ancora possibilità"

La deputata Cinque Stelle Valentina Palmisano su Just Transition Fund: "Nell'allegato potrebbe rientrare la centrale Federico II di Cerano"

BRINDISI – Just Transition Fund, Brindisi è definitivamente fuori? Non è detta l'ultima parola. Lo spiega la deputata Cinque Stelle Valentina Palmisano (nella foto sotto), originaria di Ostuni. Dopo la doccia fredda con l'esclusione della città dal fondo per la transizione energetica, per la decarbonizzazione, la parlamentare – eletta nel 2018 – lascia aperto uno spiraglio. E parla anche dei Cis, i Contratti istituzionali di sviluppo, anche questi investiti dalle polemiche. Sembrava che interessassero solo le città di Brindisi e Lecce, ma poi il ministro per il Mezzogiorno Provenzano ha spiegato che no, i Cis devono interessare un'area vasta, non due città e basta. BrindisiReport ha intervistato la deputata Palmisano proprio per parlare di fondi e progetti che potrebbero rilanciare la città.

On. Valentina Palmisano  Camera dei Deputati (M5S)-2

Brindisi fuori dal Just Transition Fund. E' una scelta definitiva?

"C'era la necessità di quantificare i fondi, dunque Mario Turco, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sta puntando su Taranto, in quanto territorio martoriato da moltissimi anni. Ciò non esclude che anche Brindisi debba avere le sue possibilità. Quindi, per me, non è detta l'ultima parola per quanto riguarda il Just Transition Fund. Perché innanzitutto c'è la possibilità che nella contrattazione si possa ampliare il fondo per la decarbonizzazione. Nulla esclude che in futuro possa rientrare Brindisi".

Questo per il futuro. Ma di fatto al momento ci sono solo Taranto e il Sulcis.

"Da informazioni in mio possesso, anche ad oggi, si parla di area di Taranto. Però nell'allegato del piano di attuazione potrebbe rientrare la centrale Federico II di Cerano. Quindi nell''area Taranto' potrebbe rientrare anche Brindisi. Nulla vieta, come dicevo, che in futuro possa essere implementato il fondo e ci rientri anche Brindisi. Ma quest'ultima è una mia considerazione".

Il sindaco Rossi ha parlato di decisione “politica” del Governo. Ci sono state incomprensioni?

"No, non credo si tratti di questo. Io so che il sottosegretario Turco (che ha la delega agli investimenti) si è espresso per una serie di fondi che potessero essere utilizzati dalla città di Brindisi e dalla provincia. E ha parlato anche del Just Transition Fund. Secondo me Rossi si è affidato a queste dichiarazioni. Ma, ripeto, non è detta l'ultima parola".

Oggi c'è stato un altro incontro sui Cis, Contratti istituzionali di sviluppo. Adesso dovrebbero essere allargati a un'area vasta. Questo è un vantaggio?

"Certo. Però vorrei insistere su un punto: al di là della dicitura del fondo, l'importante è fare in modo che Brindisi non perda questa possibilità. Ci sono fondi della Comunità Europea, arriveranno fondi per far fronte alla crisi sociale economica e sanitaria. Dobbiamo sfruttare queste possibilità in un momento negativo che stiamo vivendo. L'unica cosa che dobbiamo fare è non farci trovare impreparati, al di là dei nomi dei finanziamenti. E' importante avere le idee chiare e avere progetti pronti".

Tornando all'area vasta...

"Bisogna presentare progetti integrati tra vari comuni e varie province. Secondo me non bisogna ragionare nel senso che una città può togliere soldi a un'altra. Occorre avere una visione integrata dei progetti, per avere ricadute positive su di un territorio più ampio. Ho sentito delle polemiche tra Brindisi e i Comuni della provincia. Non hanno ragion d'essere. Se si sviluppa Brindisi come provincia, ciò fungerà da traino per tutto il territorio, dunque per le singole città".

C'è un impegno fattivo anche da parte del Parlamento?

"Per quanto riguarda il Cis, noi parlamentari del territorio ci stiamo impegnando affinché ci sia anche un tavolo tra il sindaco Rossi, i consiglieri regionali interessati al tema e al territorio, i parlamentari del territorio, della compagine di maggioranza, per dare un supporto alla città per presentare questi progetti che abbiano come focus quello dello sviluppo del territorio, di valorizzazione della costa e delle infrastrutture. E' una frase ripetuta centinaia di volte, ma non per questo è meno vera: Brindisi ha molte potenzialità. E questo è il momento propizio per metterle in atto. E' ora che gli annunci che sentiamo da decenni vengano tradotti in soluzioni concrete per il territorio".

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