Pennetta: “La mozione? Un atto di forza, fondato su accuse pretestuose e falsità”

BRINDISI - “Giustificazioni pretestuose, motivazioni tecnicamente prive di sostanza e accuse false: ecco su cosa regge la mozione, frutto di un atto di forza. Invece di discutere e confrontarsi sulle criticità si è preferito affossare il dibattito democratico in seno al partito”. Giampiero Pennetta, presidente quanto mai pro tempore del Consiglio comunale di Brindisi, non ci sta. Sa di aver perso il duello con il sindaco, Domenico Mennitti. Sa che dovrà lasciare libero lo scranno più alto dell’assemblea consiliare, per sfiducia ricevuta. E così, all’ombra delle firme già depositate in cassaforte, risponde senza filtri, replicando a muso duro alle osservazioni poste alla base della mozione di sfiducia: “La verità è che non ci sono valutazioni tecnicamente o moralmente plausibili. Ma ancora più gravi risultano le falsità alle quali si è fatto ricorso, pur di dare senso e peso alla mozione di sfiducia”.

Il Comune di Brindisi

BRINDISI - “Giustificazioni pretestuose, motivazioni tecnicamente prive di sostanza e accuse false: ecco su cosa regge la mozione, frutto di un atto di forza. Invece di discutere e confrontarsi sulle criticità si è preferito affossare il dibattito democratico in seno al partito”. Giampiero Pennetta, presidente quanto mai pro tempore del Consiglio comunale di Brindisi, non ci sta. Sa di aver perso il duello con il sindaco, Domenico Mennitti. Sa che dovrà lasciare libero lo scranno più alto dell’assemblea consiliare, per sfiducia ricevuta. E così, all’ombra delle firme già depositate in cassaforte, risponde senza  filtri, replicando a muso duro alle osservazioni poste alla base della mozione di sfiducia: “La verità è che non  ci sono valutazioni tecnicamente o moralmente plausibili. Ma ancora più gravi risultano le falsità alle quali si è fatto ricorso, pur di dare senso e peso alla mozione di sfiducia”.

Il lungo braccio di ferro tra il sindaco uscente ed il presidente dell’Assise comunale volge dunque al termine. E i numeri sono dalla parte del sindaco: “In politica i numeri sono importanti, ma quando sono il risultato di decisioni imposte piuttosto che il frutto del confronto c’è poco da cantare vittoria. Che nel Pdl brindisino ci sia qualche difetto di dialogo non lo dico io, lo riconoscono gli stessi vertici provinciali del partito. Ripeto c’è poca voglia di misurarsi sui problemi e sulle criticità del territorio. E’ questo, al di là della mozione, l’aspetto più preoccupante”.

La controversia, intanto, non si esaurirà tra i banchi del Consiglio comunale. Questo appare evidente. Già pronto il ricorso? “Ancora no. C’è l’esame del Consilgio - spiega Pennetta – poi vedremo. Ma è evidente che sarà una conseguenza naturale”.

Sulla situazione ad alta tensione in seno alla maggioranza di centrodestra al Comune, si susseguono intanto i commenti. “Da giorni si era capito che ogni spiraglio di civile trattativa era stato definitivamente chiuso. Grazie al paziente lavoro del segretario cittadino Pietro Santoro, i consiglieri di maggioranza messi di fronte all’alternativa tra un’immediata chiusura della legislatura od una ulteriore lenta agonia di 6 mesi preferivano agonizzare. Ci saranno a seguito di questa decisione gli inevitabili strascichi giudiziari ma riteniamo che con la lentezza della giustizia italiana le eventuali sentenze in merito giungeranno ormai nel pieno della prossima campagna elettorale diventando di fatto inutili”. La pensa così Salvatore Valentino, capogruppo “Democratici e Repubblicani”.

“Siamo infatti ancora fermamente convinti, a differenza di molti colleghi, della volontà del sindaco di dimetteresi ad ottobre. L’aspetto curioso – prosegue Valentino - è che si è ripetuto a livello locale quando accaduto a Roma tra il capo dell’esecutivo ed il presidente della Camera. Una lotta interna allo stesso partito senza esclusione di colpi, con pesanti risvolti legali, all’insegna del mors tua,via mea.Tutto questo ha naturalmente distolto l’attenzione dai grandi temi sul tappeto dalla emergenza lavoro, alla questione energetica, al Cdr e ai tanti problemi che attanagliano questa bella e disastrata città”. E lo stesso consigliere comunale guarda avanti, alla prossima disputa:

“Al prevedibile decadere dell’attuale Consiglio di Presidenza dovrà necessariamente far seguito la nomina del prossimo presidente e vice-presidente dell’Assise comunale. Sarà interessante capire chi verrà proposto come punto di equilibrio e garante di entrambi gli schieramenti”.

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