Giovedì, 28 Ottobre 2021
Speciale Ceglie Messapica

Traffico internazionale di droga: 16 arresti. Ricercati dal Gico due cegliesi

REGGIO CALABRIA – Due cegliesi ai vertici di un gruppo di narcotrafficanti legati alla cosca Piromalli-Molè di Gioia Tauro. Francesco Urso (64 anni) e Antonio urso (40), originari di Ceglie Messapica e residenti in germania, sono ricercati nell’ambito dell’operazione battezzata “Panama 2005”.

REGGIO CALABRIA - Due cegliesi ai vertici di un gruppo di narcotrafficanti legati alla cosca Piromalli-Molè di Gioia Tauro. Francesco Urso (64 anni) e Antonio Urso (40), originari di Ceglie Messapica e residenti in Germania, sono ricercati nell'ambito dell'operazione battezzata "Panama 2005".

Sono 16, in tutto, le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla guardia di finanza, sulle 18 emesse dal gip di Reggio Calabria. In carcere sono già finiti: Michele Ringo Albanese, di 45 anni, residente a Rosarno; Stefano Bertoni (34), residente a Roma; Giovanna Calciano (49) residente a Canosa di Puglia (Bari); Rocco Careri (33), residente a Rizziconi; Vincenzo Careri (52), residente a Rosarno; Marco Facchineri (28), residente a Latina, posto agli arresti domiciliari; Renato Fontaine (56), residente a Marano (Napoli); Giuseppe La Versa (68), residente a Peschiera del Garda (Verona); Antonio Maiuri (63), residente a Vibo Valentia; Sebastiano Mangò (40), residente a Rosarno; Francesco Marafioti (47), residente ad Oppido Mamertina; Gaetano Maugeri (43), residente a Granarolo dell'Emilia (Bologna); Agostino Napoli (33), residente a Sommacampagna (Verona); Erika Napoli (36), residente a Bussolengo (Verona); Saverio Palumbo (46), residente a Canosa di Puglia (Bari); Francesco Reitano (44), residente a Rosarno.

Una holding criminale dedita al traffico internazionale di droga quella disarticolata stamani dalla guardia di finanza e ramificata oltre che in diverse regioni italiane anche in Turchia, Germania, Olanda, Venezuela e Colombia. Dopo tre anni di indagini, i finanzieri del Gico di Catanzaro in collaborazione con il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) di Roma e con l'ausilio di reparti del comando provinciale di Reggio Calabria, hanno portato a termine l'operazione, arrestando 16 persone su disposizione del gip di Reggio Domenico Santoro, su richiesta della Dda. Contestualmente, la polizia di Norimberga, in collaborazione con il Gico, sta cercando, grazie ad un mandato di cattura internazionale, i due cegliesi componenti l' organizzazione. Entrambi originari di Ceglie Messapica ed emigrati da tempo nella città tedesca di Augsburg, dove gestiscono alcune attività commerciali.

Le indagini, coordinate dal procuratore procuratore Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Michele Prestipino Giarritta e dal pm Roberto Placido Di Palma e dalla Dna, hanno permesso di accertare che al vertice del gruppo c'era Michele Ringo Albanese, di 45 anni, latitante all'epoca dei fatti contestati e già noto agli inquirenti per il suo coinvolgimento in altre operazioni antidroga, il quale, grazie ai contatti diretti con esponenti di spicco dei cartelli colombiani, riusciva a importare grossi quantitativi di droga da destinare, di volta in volta, al mercato italiano.

Albanese, secondo l'accusa, poteva fare affidamento su sodali pronti a raggiungerlo in Colombia o in Venezuela quanto in Germania per prendere contatti diretti con i fornitori e predisporre le basi logistiche per accogliere l'arrivo delle partite di droga. La cocaina, in particolare, arrivava in Europa nascosta in carichi di frutti esotici, sistemata nelle intercapedini ricavate dal cartone delle scatole di banane. Una volta giunta in Europa, soprattutto attraverso il porto di Rotterdam, la droga veniva trasferita verso la Germania e l'Italia tramite ignari operatori economici olandesi. Nel corso delle indagini, i finanzieri hanno arrestato Albanese in Germania, il 16 ottobre 2006.

Nel corso della stessa operazione, i finanzieri trovarono anche il bunker utilizzato da Albanese per la sua latitanza. Il rifugio era stato realizzato nella villa dell'uomo a Rosarno. Le fiamme gialle, nel corso delle indagini, hanno anche sequestrato 28 chili di cocaina purissima per un valore di oltre 6 milioni di euro avvenuto a Rosarno l'11 settembre 2006. Complessivamente la droga sequestrata ammonta a 30 chili.

Nei giorni scorsi, invece, era stata sgominata a Bologna un'altra associazione per delinquere, sempre legata alla 'ndrangheta e ugualmente finalizzata al traffico di stupefacenti: per lo più cocaina destinata nell'hinterland bolognese a soddisfare facoltosi acquirenti.

E tra i trentasei presunti componenti il sodalizio (per questo raggiunti dagli ordini di custodia cautelare disposti dal Gip), erano finiti in carcere anche un paio di brindisini: Alessandra Barretta (25 anni, di San Vito dei Normanni, neo laureata in Scienze politiche, rappresentante per la vendita al dettaglio di ricambi per auto) e Giovanni Marseglia (44 anni, brindisino, già finito nei guai nel febbraio scorso per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente). Insospettabile lei, incallito lui.

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